Vibo corre per la libertà: Piazza Municipio si trasforma in una pista di atletica
Il 6 marzo oltre 1.400 studenti della provincia parteciperanno alla "Corsa di Miguel". L'evento celebra la memoria del maratoneta argentino vittima del regime dei desaparecidos
Il cuore della città è pronto a cambiare volto per un giorno, trasformandosi in un grande stadio a cielo aperto all'insegna dello sport e della memoria. Il prossimo 6 marzo, Piazza Municipio diventerà il palcoscenico della "Corsa di Miguel", la storica manifestazione podistica che vedrà la partecipazione record di 1.400 ragazzi provenienti dagli istituti scolastici di tutta la provincia.
L’evento è stato presentato ufficialmente questa mattina nella sala giunta di Palazzo Razza, alla presenza dell’assessore alla Cultura Stefano Soriano, che ha sottolineato l’alto valore educativo e civile dell’iniziativa per l’intero territorio vibonese.
Nata a Roma nel 2000, la Corsa di Miguel non è solo una competizione di atletica, ma un potente simbolo di resistenza e testimonianza. La gara è dedicata a Miguel Benancio Sanchez, giovane podista e poeta argentino che il 9 gennaio 1978 fu prelevato dalla sua abitazione e divenne uno dei 30.000 desaparecidos inghiottiti dalla dittatura militare.
Attraverso la corsa, Miguel continua idealmente il suo percorso interrotto, diventando il simbolo di tutti gli atleti che hanno subito persecuzioni per le proprie idee.
La tappa vibonese rappresenta un traguardo importante per il coinvolgimento dei giovani. L'assessore Soriano ha evidenziato come la massiccia adesione degli studenti (oltre millequattrocento le presenze previste) dimostri la sensibilità del mondo scolastico verso tematiche che intrecciano l'attività fisica alla riflessione storica.
Per l'occasione, l'assetto urbano di Piazza Municipio sarà completamente rivisitato per permettere lo svolgimento delle prove di corsa in totale sicurezza, offrendo alla cittadinanza un colpo d'occhio inedito e vibrante di entusiasmo giovanile. L'appuntamento è fissato per la mattina del 6 marzo, quando la città si fermerà per correre, ricordare e sognare un futuro di diritti e libertà.
