Vibo, scuole chiuse. Il "Comitato delle Mamme" ricorre al Tar
Non intendono cedere le mamme dopo la proroga della sospensione dell'attività didattica in presenza operata con apposita ordinanza da parte del sindaco di Vibo, Maria Limardo. Il "Comitato delle Mamme", un gruppo composto da 150 persone ha deciso, per come riportato da "La Gazzetta del Sud", di ricorrere al Tar.
Le ragioni di questa azione così determinata: "Non vi erano i presupposti per proseguire nella sospensione delle attività didattiche» dal momento che «tale scelta non rappresentava la soluzione al problema che si è venuto a determinare". Sostanzialmente il Comitato ritiene che "nulla sia stato fatto fino ad ora per dare seguito alla normativa nazionale". La decisione di ricorrere al Tar, peraltro, è confortata dall’eventualità ormai più che probabile che la Calabria, da qui a qualche giorno passi da zona arancione a zona gialla; nonostante ciò si troverebbe con le scuole dell’Infanzia, primaria e la prima classe della scuola secondaria di primo grado “chiuse” quando addirittura le direttive del Governo ne prevedono l’apertura persino in zona rossa.
Il tema vero però, posto dal Comitato delle Mamme, non è il mero ritorno in classe, ma la questione relativa alla ripartenza in sicurezza. Una premura che scaturisce "Non tanto dal rientro a scuola, considerato che il periodo di festività è ormai prossimo, bensì per la messa in sicurezza degli istituti, in ossequio soprattutto alle norme anti-Covid in vista della ripartenza".
