Un racconto che intreccia ricerca scientifica, tutela del patrimonio e lotta ai traffici illeciti di beni culturali. È questo il filo conduttore di "Archeologia Salvata. Dal saccheggio alla memoria", il nuovo volume curato da Michele Mazza e Maria D'Andrea e pubblicato da Libritalia Edizioni, in uscita nei prossimi giorni.

L'opera ripercorre il cammino dei reperti archeologici sottratti illegalmente ai loro contesti originari e successivamente recuperati grazie all'attività di archeologi, istituzioni e forze dell'ordine. Un percorso che non si limita alla restituzione materiale degli oggetti, ma punta a ricostruirne la storia, restituendo valore alle informazioni custodite nei luoghi di provenienza e nei contesti di rinvenimento.

Attraverso fotografie, documenti d'archivio e contributi scientifici, il volume mette in evidenza come il saccheggio dei siti archeologici rappresenti una perdita non solo di manufatti, ma soprattutto di memoria storica. Ogni reperto, infatti, conserva tracce fondamentali per comprendere il passato e ricostruire la vita delle antiche comunità.

Tra gli aspetti più significativi dell'opera vi è la documentazione dello stato in cui molti reperti sono stati recuperati durante le operazioni di sequestro. In alcuni casi gli oggetti conservano ancora la terra del luogo di giacitura, scelta che assume un forte valore simbolico e scientifico: testimonia la violenza subita dal contesto archeologico e, al tempo stesso, il percorso che ha permesso di restituire quei beni alla collettività.

Il volume propone anche una riflessione sul valore della legalità e sul ruolo svolto da archeologi, funzionari della tutela, magistratura e forze dell'ordine nel contrasto al traffico clandestino di antichità, evidenziando come il recupero di un reperto significhi recuperare un frammento di storia.

Ad accompagnare l'uscita del libro sarà l'inaugurazione della mostra temporanea "Archeologia Salvata. Dal saccheggio alla memoria", in programma oggi al Museo Nazionale Capialbi di Vibo Valentia. L'esposizione presenterà al pubblico una selezione di reperti recuperati nel corso degli anni, offrendo un'occasione per conoscere da vicino le attività di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico e il lavoro che consente di restituire alla comunità beni che sembravano perduti per sempre.