Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla morte della bambina di due anni trovata senza vita a Bordighera, in provincia di Imperia, il 9 febbraio scorso. I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Manuel Iannuzzi, compagno della madre della piccola, già indagato nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura.

Per l’uomo l’accusa è di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. Lo stesso reato viene contestato anche alla madre della bambina, già detenuta nel carcere di Genova Pontedecimo in esecuzione di una precedente misura cautelare.

La vicenda aveva scosso profondamente l’opinione pubblica. La mattina del 9 febbraio la donna aveva richiesto l’intervento dei soccorsi sostenendo che la figlia avesse improvvise difficoltà respiratorie. Giunti nell’abitazione, tuttavia, gli operatori sanitari avevano notato lividi e segni sospetti sul corpo della bambina, circostanza che aveva determinato l’immediato coinvolgimento dei carabinieri e del medico legale.

I primi accertamenti avevano evidenziato come il decesso fosse avvenuto diverse ore prima dell’allarme lanciato dalla madre, presumibilmente durante la notte. Un elemento che, insieme ad altre incongruenze emerse nel corso delle indagini, ha rappresentato uno dei punti centrali dell’inchiesta.

Nel corso degli interrogatori, la donna aveva riferito che i segni presenti sul corpo della figlia fossero riconducibili a una caduta accidentale dalle scale avvenuta nei giorni precedenti. Aveva inoltre raccontato di aver trascorso la notte tra l’8 e il 9 febbraio nell’abitazione del compagno, a Perinaldo, insieme alle tre figlie, per poi fare ritorno a Bordighera nelle prime ore del mattino.

La ricostruzione fornita dalla donna, tuttavia, sarebbe entrata in contrasto con altri elementi raccolti dagli investigatori, tra cui le immagini delle telecamere di videosorveglianza e le dichiarazioni di alcuni testimoni. Circostanze che avevano portato inizialmente all’arresto della madre. Sebbene il giudice per le indagini preliminari non avesse convalidato il fermo, aveva successivamente disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.

Determinanti per l’evoluzione dell’inchiesta sono stati gli esiti dell’autopsia. L’esame medico-legale avrebbe infatti evidenziato numerose lesioni sul corpo della bambina, oltre a un grave trauma cranico ritenuto compatibile con le cause del decesso.

Parallelamente, i carabinieri del Ris di Parma hanno eseguito approfonditi rilievi tecnico-scientifici nell’abitazione di Perinaldo e sull’autovettura utilizzata dalla donna. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, sarebbero state individuate tracce ematiche sia all’interno del veicolo sia nella casa del compagno, elementi che hanno contribuito a rafforzare il quadro investigativo.

Per Manuel Iannuzzi, indagato a piede libero sin dai giorni immediatamente successivi alla tragedia, è così scattato l’arresto. Gli inquirenti ritengono che vi siano gravi indizi in ordine alla contestazione di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore.

Resta centrale anche la posizione della madre della bambina. Secondo la ricostruzione accolta dal Gip, la donna avrebbe trasportato in automobile la figlia quando la piccola era già deceduta da diverse ore, prima di contattare i soccorsi.

Le indagini proseguono per ricostruire con precisione quanto accaduto nelle ore che hanno preceduto la morte della bambina e per accertare eventuali ulteriori responsabilità. Nel frattempo, il nuovo provvedimento cautelare segna un passaggio significativo in una delle vicende più drammatiche degli ultimi mesi nel Ponente ligure.