Emergenza sbarchi, a Vibo serve il palasport: baby-migranti verso la struttura del Poro
La Provincia ha concesso l'autorizzazione al Comune affinchè sia utilizzata la struttura situata nella frazione di Joppolo
Un'emergenza senza fine. Prosegue l'odissea dei migranti. Soprattutto quella dei minori non accompagnati che continuano a sbarcare sulle coste vibonesi. Molti di loro, compresi quelli arrivati nella giornata di ieri, Vibo Marina saranno trasferiti sul Poro. La Provincia ha concesso l'autorizzazione al Comune affinchè sia utilizzato il palazzetto dello sport situato nella frazione Caroniti di Joppolo. Quello stesso palazzetto ritenuto per molti anni una cattedrale nel deserto diventerà il centro di accoglienza per baby-profughi più grande del Vibonese visto che lo spostamento riguarderà un centinaio di minori stranieri.
I rilievi. Prima di avviare le operazioni spetterà ai tecnici del Comune capoluogo svolgere il sopralluogo decisivo. Si libererà un palasport che verrà dunque riconsegnato alla città e se ne occuperà un altro requisito, almeno provvisoriamente, alle associazioni sportive di Nicotera, Rombiolo e Joppolo beneficiarie dell’impianto di Monte Poro. L’ondata di sbarchi sta mettendo in ginocchio il Comune chiamato con i suoi servizi sociali ad accogliere i minori e a garantire loro una sistemazione.
Lo sbarco. Ieri al porto di Vibo Marina è arrivata l'ennesima nave piena di disperati, la Phoenix, appartenente alla flotta dell’ong Moas (Migrant offshore aid station). Sulla banchina Bengasi ha scaricato 414 migranti (265 uomini e 79 donne) provenienti da diverse paesi dell’Africa subsahariana e, prevalentemente, dalla Nigeria (118), dalla Guinea (58) e dalla Costa d’Avorio (52). Tra di loro anche 64 baby-profughi (con tre ragazzi) e sei bambini con famiglia.
I numeri. Adesso palazzo “Luigi Razza” ha in affidamento più di 300 minori e le strutture per ospitarli non ci sono o sono sature. Qualcosa però sembra muoversi. A Crotone la Croce Rossa Italiana si è detta disponibile a prendersi carico di una trentina di ragazzi mentre a Sant’Irene in una struttura di proprietà dell’associazione Monteleone si sarebbero liberati una ventina di posti. Una boccata d’ossigeno che tuttavia non risolve il problema e, soprattutto, non svuota i palazzetti dello sport. Vanno infatti sistemati i 120 che “soggiornano” a Vibo Marina ed i 64 arrivati ieri. Nessun problema per il resto dei profughi arrivati ieri. Subito dopo le procedure di accoglienza, soccorso ed identificazione verranno trasferiti in apposite strutture del centro e del nord Italia. Una delle donne presenti a bordo della nave è stata infatti trasferita in ambulanza allo Jazzolino in gravi condizioni ma non in pericolo di vita mentre un libico è stato accompagnato in Questura per capire se sia stato lui lo scafista
