Il segretario provinciale della Cgil Luigino De Nardo evidenzia come si siano intravisti alcuni segnali positivi nel corso della pubblica assise dello scorso giovedì

Non mancano le reazioni al Consiglio comunale di Vibo Valentia, nel quale si è discusso della costruzione del nuovo ospedale in località Cocari. Il dibattito è aperto da giorni tra forze politiche, istituzionali e sindacali. Di sicuro non si può dire che sia morta la speranza come evidenzia nel suo intervento Luigino De Nardo. "Dalla riunione, che si è svolta nella sala consiliare del comune capoluogo per discutere sulla complessa vicenda del nuovo ospedale - afferma il segretario provinciale della Cgil -  alcune cose hanno dato un senso e, forse, la speranza di poterlo costruire. Certamente, non lo si farà con uno schiocco di dita o con il pessimismo della rassegnazione ma, quanto emerso nel dibattito potrebbe segnare un cambio di passo e di atteggiamento politico".

Le valutazioni.  "Al netto di alcune incrostate logiche di posizionamento, si è riusciti ad affrontare a più mani - chiarisce il responsabile sindacale - una discussione con il beneficio del contraddittorio, medico, tecnico e sociale, e di rendere verità sulle tante sciocchezze raccontate ai cittadini in tutti questi anni. E, finalmente, nel nutrito dibattito, dai banchi della maggioranza e della opposizione, si è sentito, oltre che visto, un inusuale protagonismo nel confronto di merito, aspro e diretto, che ha segnato alcune importanti condizioni per andare avanti nella consapevolezza di una fondamentale opera per il territorio".

L'auspicio. Non mancano alcune osservazioni rispetto all'operato di "una assise motivata, con molte scommesse, nuove e giovani, che potrebbero lasciare alle spalle la pesante eredità ricevuta e dare concretamente una spinta risolutiva ai gravi problemi della sanità vibonese. Quasi a dire, che il territorio è stanco di stare a subire mortificazioni e pretende quanto, fino ad oggi, gli è stato negato al diritto alla salute ed alla equità dei trattamenti sanitari, a beneficio di altre realtà e "virtuose eccellenze". Non un gioco a scarica barile tra fazioni politiche contrapposte, ma la constatazione che comunque siamo stati beffati ed umiliati, con il concorso delle nostre incapacità. In questo, purtroppo, non paga, il diffuso scetticismo che, troppo ci sta sovrastando e rischia di convincerci che il nuovo ospedale dopo dieci anni non lo si farà più. "Anche se la pazienza é amara, i suoi frutti sono particolarmente dolci", perché hanno il sapore del sacrificio e delle lotte alle quali non dobbiamo mai rinunciare. E, quella della costruzione del nuovo ospedale sarà una grande battaglia di salute e di speranza che, come CGIL, insieme alle tante volontà ed intelligenze motivate, non siamo certamente disposti a perdere".