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Appalti pubblici, smaltimento illecito di rifiuti e presunti legami con la criminalità organizzata. È questo il quadro emerso dall’operazione della Direzione Investigativa Antimafia coordinata dalla Dda di Messina, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di tre persone.

Agli arresti domiciliari sono finiti i fratelli Nicola Pellegrino e Domenico Pellegrino, mentre un imprenditore edile è stato raggiunto dalla sospensione dell’attività imprenditoriale per un anno. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di trasferimento fraudolento di valori aggravato dalla finalità mafiosa.

Contestualmente è stato disposto il sequestro di un’impresa edile, di un’autovettura e di tre aree utilizzate, secondo l’accusa, come discariche abusive per lo smaltimento illecito di materiali provenienti da demolizioni edili.

Le indagini avrebbero documentato il coinvolgimento dei fratelli Pellegrino in quattro appalti pubblici relativi a scuole e opere contro il rischio alluvioni. Parallelamente sarebbero emerse attività di gestione non autorizzata di rifiuti speciali, con oltre cinquanta episodi di trasporto e sversamento in aree vicine a torrenti cittadini, compresa una foce utilizzata come discarica abusiva.

Per i reati ambientali la Dda ha notificato complessivamente 21 avvisi di garanzia