Comune di Vibo, continua il botta e risposta sul dissesto
Al Comune di Vibo continua il botta e risposta tra il consigliere Stefano Luciano (Azione) e la maggioranza in ordine al disavanzo comunale. Alla replica della maggioranza (ne abbiamo parlato QUI) è seguita la controreplica di Luciano, che ha affermato: "Ho ritenuto di invitare pubblicamente il sindaco ad affrontare con serietà la questione del dissesto del Comune, pensando ad una azione strategica produttiva di effetti concreti senza insistere sulla strada degli slogan e degli errori già compiuti. L’ultimo errore è stato, infatti, pensare che soli 2 milioni di euro stanziati (su carta) dal Governo possano rappresentare un’azione di risanamento finanziario, a fronte di un buco di quasi 60 milioni di euro; stanziamento quest’ultimo che ho considerato, comunque, positivo ma non sufficiente auspicando un impegno più deciso della rappresentanza parlamentare".
"A fronte di tale considerazione-ha proseguito Luciano- si è ritenuto di replicare con un comunicato dai contenuti polemici e personalistici non sottoscritto da singoli consiglieri ma rivendicato genericamente ed in modo anonimo dai 'consiglieri di maggioranza', per mezzo del quale si accusa lo scrivente di non avere votato il piano di riequilibrio finanziario redatto dall’amministrazione Limardo. Sul punto sento il dovere di formulare due considerazioni:
1) Ho espresso un voto contrario al Piano di Riequilibrio finanziario redatto dall’amministrazione Limardo, semplicemente perché era pieno di errori contabili. In proposito ho fornito dei suggerimenti al Sindaco pubblicamente in consiglio comunale, per come si evince dalle registrazioni, senza che questi venissero accolti.
In definitiva, il piano è stato bocciato dalla Corte dei Conti, che è un organo giurisdizionale terzo (non già dal consigliere Luciano), proprio in virtù degli errori contabili contenuti nel piano stesso. L’effetto di ciò è che la città si avvia al dissesto, ma si ribadisce, non già per volontà del sottoscritto ma per l’inefficienza del piano di riequilibrio redatto dall’amministrazione e votato favorevolmente da alcuni consiglieri. Ora, volere cambiare l’ordine delle cose non è onesto sul piano intellettuale.
2) La seconda considerazione: ritengo sul punto che non sia utile avventurarsi nelle contrapposizioni di parte, quando vi è di mezzo il bene della città e non cado nella provocazione polemica degli anonimi consiglieri che su un tema fondamentale strumentalizzano il mio voto contrario al piano di riequilibrio. Io penso che i cittadini si aspettano dai consiglieri delle proposte concrete a problemi concreti, ma ciò spesso non avviene per mancato senso di responsabilità e perché si preferisce lo scontro o gli slogan privi di senso".
"E’ per questo che ho dichiarato-ribadisce- e ancora dichiaro di essere pronto anche a votare un piano di riequilibrio redatto dal sindaco purchè sia corretto e risolva davvero il problema del dissesto. Un piano capace di superare il giudizio della Corte dei Conti, che ha sonoramente bocciato il precedente. Ma ci vuole un confronto costruttivo nell’esclusivo interesse della città, non già comunicati rozzi e personali che non entrano nel merito della questione. Purtroppo gli anonimi consiglieri di maggioranza hanno fatto una pessima figura, perché hanno dimostrato di volere solo fare polemiche su un tema importante, nascondendo peraltro i propri nomi e perché il modo di presentarsi in forma anonima tradisce il disagio di una maggioranza che non vuole contarsi e uscire allo scoperto semplicemente perché, come noto a tutti, non c’è più".
