Calabria, furto d’identità su WhatsApp: hackerano un profilo e svuotano i conti
Vittima un imprenditore: un finto messaggio d'aiuto inviato a 2.400 contatti per chiedere denaro. In quattro cadono nel tranello, bottino da oltre 4.000 euro
Una trappola digitale scattata in pochi secondi, capace di trasformare uno smartphone in un’arma contro la propria rubrica. Un imprenditore del Catanzarese è l'ultima vittima di una truffa informatica tanto semplice quanto devastante. Tutto è iniziato con un gesto di apparente cortesia: un messaggio ricevuto da un conoscente che chiedeva un voto per sostenere una giovane ballerina in un concorso. Un click sul link allegato è bastato agli hacker per carpire i suoi dati e assumere il controllo totale del suo account WhatsApp.
Per tre ore, mentre il telefono di Caligiuri risultava inutilizzabile, i criminali hanno agito nell'ombra. Un messaggio standard è stato inoltrato a oltre duemila contatti: «Ciao, potresti prestarmi 860 euro? Devo pagare urgentemente un notaio, ho problemi col conto e te li restituisco stasera». La richiesta, corredata di IBAN per il bonifico, ha raggiunto chiunque, dalla maestra della figlia ai partner commerciali. Sebbene molti abbiano intuito l'anomalia, quattro persone, spinte dalla fiducia verso il professionista, hanno eseguito il pagamento.
Il bilancio è pesante: oltre 4.000 euro sottratti. Caligiuri ha sporto denuncia a Carabinieri e Polizia Postale, ma ha deciso di rendere pubblica la sua storia per lanciare un monito. «Stanno parlando per me ma non sono io — spiega amareggiato — non sottovalutate mai il rischio. Bastano pochi minuti di distrazione perché i truffatori colpiscano i vostri affetti più cari». Un episodio che conferma un trend allarmante: le frodi informatiche raddoppiano ogni anno, diventando sempre più sofisticate e difficili da arginare.
