Occhiuto pronto ad andare avanti, oggi la conferenza stampa in Cittadella
"A tutti i governatori è successo di essere indagati e distrutti politicamente dai giornali. Nella maggior parte dei casi, sono stati poi assolti o archiviati. Io non lo consentirò, chiederò ai calabresi di giudicarmi quando mi ricandiderò. Diranno loro se ho amministrato bene e se sarò degno di continuare a farlo". E' indubbiamente la parte finale dell'intervista di Nicola Porro al governatore della Calabria, nel corso della trasmissione "Quarto Potere", l'aspetto forse inedito che farà molto fischiare le orecchie agli avversari ed anche a qualche alleato che, nei giorni scorsi ha pensato di potersi liberare in fretta dell'attuale presidente della Regione, dopo che si è scoperto di un'indagine a suo carico per corruzione, da parte della Procura di Catanzaro. Un aspetto che sarà affrontato sicuramente anche stamane nel corso della conferenza stampa che il governatore terrà alla Cittadella.
"Io stimo i magistrati -ha spiegato Occhiuto - ci ho lavorato fianco a fianco, ma ho buttato il sangue per questa Regione, e ora sono incazzato perchè di me e della Calabria si dà un'immagine che non è reale. Non voglio più garanzie dei cittadini, ne voglio di meno. Sono sicuro di poter chiarire tutto. Voglio solo essere ascoltato". Parole che lasciano trasparire amarezza ma non rassegnazione, quelle del Presidente della Regione, lesto a ripercorrere passo passo un'indagine dai lati ancora oscuri.
Quanto ai rapporti con Paolo Posteraro, "si tratta -ha aggiunto -di normali rapporti tra soci in aziende private. Avrei tratto benefici -si interroga - per aver utilizzato una Smart e un'Audi e aver preso delle multe pagate dalla ditta?"
E ancora: "Non ho mai nominato lui e nessun altro direttamente, anche se avrei potuto farlo perchè parliamo di una persona (Paolo Posteraro) con un curriculum notevole. E' stato capo della segreteria di due ministri, direttore di testate". Certo, "quando si offrì di collaborare con Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e mia compagna, ne fummo felici perchè aveva un ottimo curriculum. E' stato allevato alla Camera, il padre ne è stato segretario generale". Ora, "non è accettabile -ha proseguito Occhiuto - che io non sappia nulla dell'indagine che mi riguarda, ho ricevuto solo questi due fogli, e vi sia un giornale che sembra la cancelleria del tribunale".
Non arrabbiato ma infastidito, insomma, il presidente della Regione: "Ho lavorato fianco a fianco con i magistrati -insiste - ma se chiedo di essere sentito, al buio, contro il parere dei miei legali perchè sono certo di non aver fatto nulla, allora chiamatemi. Perchè io lavoro 16-17 ore al giorno su problemi complicatissimi di una regione complicatissima. Invece, adesso, devo dedicare una parte del mio tempo a queste stronzate".
