Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha respinto l'appello presentato dalla Procura Generale contro l'ordinanza della Corte d'Appello con la quale è stata sostituita la custodia in carcere con la misura degli arresti domiciliari per motivi di salute nei confronti di Antonio Mancuso (83 anni), difeso dall'avvocato Giuseppe Di Renzo.

"Le condizioni di salute del Mancuso - si legge nel dispositivo - valutate in modo approfondito dal medico del carcere e poi dal perito designato dal collegio giudicante, sono avviate verso una fase inesorabilmente degenerativa, insuscettibile di inversione di rotta, sia per il quadro contraddistinto da pluripatologie cardiovascolari, renali e metaboliche e per l'età molto avanzata del Mancuso; sia per un recente episodio traumatico che ha determinato una progressiva immobilizzazione e una grave compromissione dell'autonomia personale".

Inoltre, il perito, prima di concludere che "le patologie del Mancuso risultano astrattamente compatibili con il carcere ma la misura degli arresti domiciliari potrebbe rappresentare una opportunità di consentire maggiori garanzie per la qualità della vita futura del Mancuso", ha rilevato che "per l'età avanzata e lo stato di forzata immobilizzazione e detentivo sia da considerare il rischio serio e concreto di strutturazione di una stato depressivo, già larvatamente presente, i cui rapporti con l'instaurazione di una demenza sono ampiamente documentabili in letteratura medica". Da qui il rigetto dell'appello. Antonio Mancuso, quindi, rimarrà ai domiciliari.