Referendum sulla Costituzione: schierati per il sì a Vibo Carratelli, Giamborino e De Nisi
L'ex presidente della Provincia torna a stigmatizzare l'operato del Pd locale e ricorda lo scorso valore di un congressino con mezzo partito fuori dai giochi
Il referendum sulle riforme costituzionali del prossimo mese di ottobre registra le prime adesioni. Per il sì a Vibo Valentia si sono schierati Domenico Romano Carratelli, Pietro Giamborino e Francesco De Nisi. Le ragioni di una precisa scelta sono state chiarite questa mattina nel corso di una conferenza stampa che ha costituito il momento genetico di un percorso “che dovrà essere - ha chiarito Carratelli – il primo atto di un periodo nuovo, capace di spingere il paese verso il cambiamento di cui ha tanto bisogno". D'altronde "se il referendum avrà il successo che si attende - ha precisato l'ex parlamentare - bisognerà partire da un eventuale risultato positivo per innovare la burocrazia, la giustizia, il processo civile”. Sarà questa consultazione a dire, insomma, “se l'Italia è attrezzata per il futuro oppure intende restare legata a vecchie logiche”.
La Costituzione. Idee chiare sono state espresse anche sul valore e sull'attualità della Carta Costituzionale. "Evitare di metterne in discussione i principi fondanti non significa che essa – ha chiosato l'ex sottosegretario, oltre che esponente di primo piano della Dc - non debba essere messa al passo con la modernità”, magari attraverso il superamento del bicameralismo perfetto. Chiarezza da parte dell'ex deputato è arrivata pure rispetto al suo futuro sul quale sono state fatte nei mesi scorsi diverse congetture: “Non intendo tornare alla politica attiva. La considero - ha tagliato corto Carratelli - una fase orma superata della mia vita. Questo non significa che io rinunci ad essere cittadino di una comunità per la quale mi impegnerò senza pensare a conseguire traguardi personali”.
L'impatto sulla politica. A fargli eco sono state le parole dell'ex consigliere regionale Pietro Giamborino secondo cui “una dichiarazione di intenti è credibile quanto lo sono gli uomini che la propongono”. L'ex consigliere regionale non ha mancato di sottolineare le “qualità” di un interlocutore come Domenico Romano Carratelli e nel chiedergli di guidare “il percorso delle riforme”, ha auspicato che “questa occasione riesca a mettere un po' di sale anche sulla dialettica politica”. Con riferimento alle vicende del territorio, Giamborino non ha tralasciato di esprimere la propria preoccupazione “per il rischio alto che non si costruisca il nuovo ospedale visto che il Governo regionale, alla luce dei problemi rilevati di recente, pare si accontenti di pagare una penale stratosferica alla ditta”.
Le stoccate al Pd. Sulla stessa lunghezza d'onda Francesco De Nisi: “Apprezzo l'iniziativa di costituire un comitato - ha asserito - che sia strumento ideale per la promozione della battaglia referendaria visto che il Pd non è sufficiente a rappresentare la voglia di cambiamento che c'è in questo paese”. Un introduzione a cui hanno fatto seguito diverse stoccate nei confronti di quei dirigenti “che continuano su questo territorio a tenere chiusa la sede del partito” e di meccanismi che ricordano "le famose vacche di Fanfani”. Ovvero, lo spostamento degli stessi simpatizzanti da un luogo all'altro. “In gioco c'è questa volta- ha tuonato De Nisi – l'eliminazione di una Camera”. Una riforma “essenziale per un paese in fase di stagnazione”. Quanto all'impegno diretto in politica, “per quanto mi riguarda – ha rimarcato l'ex inquilino di palazzo ex Enel – non verrà mai meno. Ho condotto una campagna per le elezioni regionali nella quale sono stato appoggiato dalle persone che mi stimavano senza che in cambio promettessi primariati o posti da infermiere”. E sul congresso che pare doversi celebrare ha chiosato: “L'assemblea provinciale del Pd non porterà a nulla, non servirà a decidere niente in futuro, né candidature né altro. Serviranno, alla luce dei nuovi collegi, scelte condivise per evitare che il territorio venga ulteriormente penalizzato. Eleggere un segretario, altrimenti, sarà magra soddisfazione”. ( t.f.)
