di Antonio Lo Schiavo*

Ho avuto modo di conoscere in profondità la città di Vibo, e da tempo sono convinto che non si riuscirà mai a costruire una vera comunità se non si prova a tenere insieme il pubblico del festival letterario con i fan di famao, il centro e le periferie, gli intellettuali con chi non è andato mai a scuola. La società vibonese continua a essere poco coesa, (tutti contro tutti), poco incline a condividere un comune senso di appartenenza. Non ho creduto nell’uomo solo al comando, per la stessa ragione non credo all’elite che dal palazzo governa i bifolchi. Purtroppo se si ha fame, e mancano le condizioni minime di vivibilità, non bastera’ un teatro per far divenire tutti colti e felici. Sono dell’idea invece che, nelle condizioni attuali , chi aspira a governarla deve superare il proprio angolo visuale e della propria fazione, e provare invece a parlare a tutti, facendoli sentire parte integrante dello stesso destino. Non è facile, ma solo se si riscoprirà un senso comune di appartenenza, se in molti si sentiranno coinvolti e inclusi in un patto di cittadinanza e se soprattutto maturerà la consapevolezza dei vantaggi diffusi che derivano dal rispetto delle regole di civile convivenza, solo così si potrà provare a cambiare la città di Vibo .

* Già candidato a sindaco