Quella che doveva essere una tranquilla domenica di festa in un locale religioso di Rivarolo, a Genova, si è trasformata in un incubo sanitario lo scorso 11 gennaio. Un gruppo di 24 persone è rimasto vittima di un’intossicazione ambientale, scatenando un massiccio intervento dei soccorsi in alta Val Bisagno.

L'allarme è scattato quando 17 bambini, di età compresa tra i soli tre mesi e i 12 anni, hanno iniziato a mostrare chiari segni di malessere. Nausea, forti emicranie e vertigini hanno subito fatto temere il peggio. I giovanissimi pazienti sono stati trasferiti d'urgenza all'ospedale pediatrico Gaslini, dove molti di loro sono stati sottoposti a sedute in camera iperbarica per contrastare gli effetti dell'inalazione.

L'emergenza non ha risparmiato gli adulti: sette accompagnatori sono stati ospedalizzati al San Martino. Per quattro di loro (tre donne e un uomo tra i 37 e i 43 anni) si è reso necessario il trattamento iperbarico, mentre gli altri tre sono stati assistiti senza ricorso alla terapia ad alta pressione.

La situazione attuale, secondo le fonti sanitarie, è la seguente: pazienti stabili, nessuno dei coinvolti versa in pericolo di vita. Prosegue, intanto, l'ossigenoterapia per i casi più delicati sotto costante monitoraggio. Dopo le canoniche 24 ore di osservazione, i medici prevedono un graduale ritorno a casa tra stasera e la giornata di domani.

Sulle cause dell'accaduto sono in corso accertamenti per verificare il corretto funzionamento degli impianti di riscaldamento della struttura, che si sospetta essere all'origine dell'emissione dei gas tossici.