Maxi blitz contro la ‘ndrangheta: 15 misure cautelari per traffico internazionale di cocaina (NOMI)
Una vasta operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, guidata dal procuratore aggiunto Alessandra Dolci, e condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza, ha portato all’esecuzione di 15 misure cautelari nei confronti di presunti appartenenti a un gruppo criminale armato legato alla ‘ndrangheta della Locride.
L’indagine, sviluppata con il supporto dello Scico (Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata), ha permesso di ricostruire una rete di traffico internazionale di cocaina con base logistica tra Lombardia e Calabria, con collegamenti diretti con clan camorristici campani e organizzazioni criminali albanesi. Gli inquirenti stimano un giro d’affari superiore ai 18 milioni di euro in circa dodici mesi.
Secondo l’accusa, il gruppo si avvaleva di piattaforme di messaggistica criptata per organizzare i carichi di droga e gestire i contatti con fornitori in Sudamerica, in particolare in Colombia e Brasile. I proventi del traffico sarebbero poi stati reinvestiti in attività economiche all’estero, soprattutto in Spagna e Germania, attraverso società di copertura e conti correnti offshore.
Dall’ordinanza del gip Luigi Iannelli emerge un quadro di collaborazione tra diverse famiglie di ‘ndrangheta, in particolare le ‘ndrine Papalia-Carciuto, Marando-Trimboli e Barbaro “U Castanu”, con collegamenti anche con un gruppo di camorra satellite dei Di Lauro di Napoli.
Tra i nomi citati figurano Antonio Barbaro (56 anni), Michele Papalia (44), Domenico Papalia (42), Giuseppe Grillo (51, cognato di Rocco Barbaro), Luigi Marando (36), Antonio Santo Perre (36), Bartolo Bruzzaniti (50), Salvatore Caravaglia (46), Antonio Caruso (35), Francesco Varacalli (39), Giuseppe Varacalli (41), Simone Bartiromo (34) e Ivan Reale Calafino (45). Ai domiciliari sono finiti Francesco Caruso (33), Domenico Papalia (42) e Cosimo Damiano Sergi (31).
Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno intercettato conversazioni nelle quali si parlava di un carico di cocaina destinato al porto di Gioia Tauro, in arrivo dal Sudamerica, poi non andato a buon fine. Le attività tecniche e i riscontri patrimoniali hanno permesso di delineare l’esistenza di un sistema ben strutturato, capace di gestire i flussi di droga e di denaro con metodi tipici delle organizzazioni internazionali.
Il blitz, scattato alle prime ore del 14 ottobre, ha visto impegnati oltre 100 militari della Guardia di Finanza, con il supporto di unità cinofile cashdog e antidroga, nelle province di Milano, Pavia e Reggio Calabria. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati telefoni criptati, contanti e documenti contabili, oltre a un vano nascosto individuato nell’abitazione di Antonio Santo Perre, dove secondo gli inquirenti veniva custodita parte dello stupefacente.
Con quest’operazione, la DDA di Milano infligge un duro colpo ai traffici della ‘ndrangheta nel Nord Italia, confermando ancora una volta la capacità dell’organizzazione di infiltrarsi nel tessuto economico e di operare con una rete di relazioni criminali che supera i confini nazionali.
