L'espansionismo della ’ndrangheta oltreoceano segna una nuova, inquietante tappa. Se fino a ieri la presenza della potente cosca Commisso era un dato acquisito in Canada, l’inchiesta "Risiko" – coordinata dalla Dda di Reggio Calabria e condotta dal Ros – ha squarciato il velo sulla proiezione del clan negli Stati Uniti, individuando una cellula operativa nello Stato di New York.

Il provvedimento di fermo ha colpito sette soggetti, tra cui spiccano due figure di rilievo assoluto: Antonio Commisso (46 anni), attuale reggente della cosca, figlio di un latitante in Canada e nipote del "patriarca" di Siderno scomparso lo scorso anno, e Frank Albanese (59 anni), indicato dagli inquirenti come il responsabile del gruppo nel territorio di Albany, New York.

Nonostante la mancata convalida del fermo iniziale, il gip di Locri ha confermato la solidità dell'impianto accusatorio costruito dal Procuratore Giuseppe Borrelli e dall’aggiunto Giuseppe Lombardo, emettendo un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per gli indagati (sei dei quali accusati di associazione mafiosa).

Il successo dell'operazione è frutto di un lungo lavoro investigativo durato dal 2019 al 2025. Fondamentale è stata la cooperazione internazionale con l'FBI, che ha permesso di mappare il "Locale" di Siderno non più solo come un fenomeno calabrese o canadese, ma come una struttura criminale globale. "In passato era stata accertata la presenza della famiglia mafiosa in Canada, ma non negli Stati Uniti", ha sottolineato il generale Vincenzo Molinese, comandante del Ros centrale.

Secondo il Procuratore Borrelli, la cosca Commisso non si limita a operare all'estero, ma detiene un vero e proprio ruolo di vertice nelle dinamiche criminali internazionali. La centralità di Siderno resta il perno attorno a cui ruotano interessi che attraversano l'Atlantico, confermando la capacità della ’ndrangheta di replicare i propri modelli arcaici di controllo in contesti metropolitani moderni e complessi come quelli statunitensi.