Erano fuggiti a gran velocità forzando un posto di blocco e raggiungendo punte di velocità anche di 240 Km/ lungo la strada Jonio-Tirreno a bordo di un'Audi A3

Il gip del Tribunale di Palmi, Paolo Ramondino, ha convalidato gli arresti operati sabato dai carabinieri nei confronti di due coniugi vibonesi: Domenico Mandaradoni, 28 anni, di Potenzoni, frazione di Briatico, e della moglie Lucia Sessa, 26 anni, di Francica. Al tempo stesso il gip ha applicato a Domenico Mandaradoni la misura cautelare in carcere, mentre ha rigettato la richiesta di misura cautelare avanzata dal pm nei confronti di Lucia Sessa per la quale è stata disposta l'immediata scarcerazione.

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I due coniugi erano stati inseguiti per 15 chilometri dai carabinieri e poi arrestati in flagranza del reato di detenzione di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale.

I due vibonesi si trovavano a bordo di un'Audi A3, ma all'uscita dalla galleria della Limina, lungo la strada Jonio-Tirreno che collega Rosarno a Siderno, anzichè accostare ad un posto di blocco, fuggivano a gran velocità raggiungendo punte anche di 240 Km/h. Incuranti anche dei semafori rossi, i due vibonesi venivano alla fine bloccati allo svincolo che immette alla contrada San Fili del comune di Melicucco, nello specifico in contrada Villarosa del comune di Rosarno.

Nel corso della perquisizione veicolare, nel bagagliaio dell'auto sono stati rinvenuti 9,7 chili di marijuana. Nel corso dell'udienza di convalida, Domenico Mandaradoni ha ammesso gli addebiti, escludendo qualsiasi coinvolgimento della moglie e dichiarando di aver agito in combutta con un cittadino bulgaro conosciuto a Milano ed incontrato poco prima dell'arresto in un paese non meglio precisato della Locride. La donna ha quindi confermato la versione del marito. Entrambi i coniugi sono difesi dall'avvocato Giuseppe Bagnato. (g.b.)