REGIONALI | Centrosinistra in fibrillazione: Avs senza Lucano e Stasi. Tensione nel M5S. E De Nisi dove va?
La sensazione è che il Partito già pronto ad affrontare le elezioni regionali, dalla parte del centrosinistra, sia soltanto il Pd. Perchè, davvero, il resto della coalizione sta vivendo, nel tentativo di preparare le liste, ansie e timori che nemmeno la candidatura di Pasquale Tridico è riuscita ad allontanare.
Il caso di cui maggiormente si discute, in queste ore, è quello di Avs. La sigla che mette insieme Sinistra Italiana e Verdi sembra avere non poche difficoltà a mettere insieme i pezzi del puzzle, se non addirittura, per trovarli. Ad alimentare il malcontento sono arrivati due "no, grazie" che tanti dirigenti non si attendevano. Il primo, quello più forte, da parte del parlamentare europeo Mimmo Lucano al quale era stato chiesto di spendersi, candidandosi nel collegio meridionale, quello di Reggio Calabria. Il secondo, non da meno, è stato proferito da Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano e, fino alla passata settimana, addirittura tra i papabili governatori. Non rimane, a questo punto, che provare a mettere insieme una lista che raggiunga quantomeno il 4% regionale dei consensi che, stando ai votanti dell'ultima tornata elettorale, significherebbe non meno di 32mila voti. Impresa tutt'altro che scontata, tanto che più di qualcuno sta tentando di ritirarsi in buon ordine e qualche altro di fare addirittura le valigie.
Il caso nel centrosinistra non finisce qua. Nella giornata di ieri, dopo la pubblicazione delle liste del Movimento Cinquestelle, si è scatenata una bagarre. Durissimo è stato Danilo Sergi, candidato catanzarese estromesso dalla partita.
“Questa mattina dopo giorni di attesa, si è avuto il responso sulle candidature al Consiglio regionale del Movimento 5 Stelle. Non compaio tra i candidati nonostante avessi avanzato la candidatura e messo a disposizione il mio lavoro e le mie conoscenze. Da quando sono entrato nel Movimento 5 Stelle, sulla mia strada ho trovato molte insidie e difficoltà, spesso create da un clima interno non favorevole. In primis vorrei ricordare che il sottoscritto da Consigliere comunale ha sempre sostenuto la causa del Movimento in ogni luogo e in ogni ambito, sostenendo battaglie quali quella del salario minimo, lotta alla trasparenza, corruzione, miglioramento del ciclo dei rifiuti, sostegno alle persone meno abbienti. Nonostante questo per me non è stato possibile ottenere un posto nelle liste, dove però compare il coordinatore provinciale che ha da sempre impedito che si formasse a Catanzaro il gruppo territoriale”.
Le elezioni regionali, “sebbene vedano in Tridico una figura forte e autorevole, segnano un punto cruciale per la politica calabrese e del Capoluogo. Il rischio è che i candidati di Area Nord, sicuramente più performanti, facciano le scarpe a quelli di area centro, tanto che in queste ore non mancano i mugugni anche tra i simpatizzanti e attivisti catanzaresi che sono delusi delle scelte fatte”.
Partita ancora aperta anche sul fronte riformista. Se, infatti, fino a qualche giorno addietro si dava per scontato che Azione sostenesse la candidatura dell'ex presidente dell'Inps, dalla giornata di venerdì tante cose sembrerebbero essere cambiate. In bilico, soprattutto, c'è la collocazione di Francesco De Nisi, il consigliere regionale e coordinatore calabrese del partito di Calenda, tutt'altro che gradito a Brunello Censore e ad Italia Viva che, ovviamente, ne conosce il peso specifico sul piano elettorale. E allora, De Nisi starebbe riflettendo e con lui, magari, anche Calenda. E non si escludono colpi di scena, cambi di schieramento inclusi.
