C’é evidente imbarazzo nella nota stampa con cui il sindaco sostanzialmente licenzia due tecnici, una docente universitaria esperta in materia di Bilancio ed una docente del liceo classico di Vibo, profonda conoscitrice delle dinamiche della scuola. “Ringrazio le assessore Continanza e Puntillo per l’ottimo lavoro svolto”, annuncia Romeo. Peccato che da questo rimpasto emergano tutte le sue contraddizioni al di là della validità delle figure che entrano in giunta. Su tutte, quella di Francesco Colelli, motore primo della sua campagna elettorale e già in predicato di entrare in squadra 18 mesi addietro. 

“Mai alcun rimpasto prima di metà mandato”, aveva annunciato tronfio il capo dell’esecutivo, salvo cambiare due assessori e riassegnare diverse deleghe importanti dopo un anno e mezzo. Qualche problema con l’aritmetica? Con gli assessori? O forse più con la coerenza? E con i poteri forti?
 

Nico Console? “Se ne torni da dove è venuto. Come pure Ernesto Alecci”. Ma le strade del…rientro -per stare anche all’ironia dell’ex sindaca Maria Limardo -sono risultate tutte o quasi tutte interdette alla circolazione. Forse per via dei cantieri che paralizzano la città. 
Con abilità politica che bisogna riconoscergli, Console é divenuto il riferimento vero, oggi, di questa maggioranza piena di guerre, tensioni e malumori. Ha ottenuto un super assessorato. Ai sostenitori di Alecci, vanno infatti Bilancio e Commercio, due deleghe che insieme valgono più di tutte quelle del Pd. 
A proposito dei dem. L’ex capogruppo Francesco Colelli aveva posto al centro del dibattito un tema assolutamente veritiero. Ovvero, la scarsa rappresentatività del partito nell’esecutivo. Un mese dopo, Romeo, a conclusione di una miriade di inutili assemblee -come da consuetudine in casa dem - mortifica però ulteriormente il principale partito della coalizione. Se è vero infatti che nell’esecutivo entra lo stesso Colelli, sponsor storico di Romeo, risulta altrettanto evidente come il sindaco, non solo non abbia concesso ai democratici alcuna postazione aggiuntiva, a dispetto degli equilibri consiliari, ma addirittura abbia complessivamente indebolito il pacchetto di deleghe attribuite agli assessori del Partito Democratico con una bella pernacchia! 
Fare due conti, in questi casi, é semplice anche per chi non è un maestro del Cencelli. Il Pd mantiene la Pubblica Istruzione, relegata dal sindaco in coda alla Cultura, ottiene la Manutenzione, ma perde una delega di peso come il Commercio, a tutto vantaggio di Ernesto Alecci, ormai -anche per volontà di Romeo - padrone incontrastato del partito vibonese impegnato a litigare per le poltrone. Ed il sindaco - come negarlo - dimostra di avere maggior rispetto politico sia per i Progressisti di Lo Schiavo che rimangono all’Urbanistica oltre a contare sulla vice sindaca Loredana Pilegi, che per il Movimento Cinquestelle, che addirittura rafforza leggermente le proprie deleghe.L’unico verso sconfitto dal rimpasto è proprio il Pd, ancora una volta snobbato ma sarebbe più corretto dire preso a “schiaffi” meritatamente da Romeo! Forse proprio su questo tema dovrebbero aprirsi gli Stati Generali di primavera. Per discutere del peso dei democratici in questa giunta sempre più a trazione lobbista!