I calabresi si lamentano delle troppe persone che vanno a fare la spesa? In parte è vero, ma secondo Google in Calabria, per andare al supermercato, ci si sposta meno della media nazionale. Il colosso statunitense ha stilato un rapporto per aiutare le autorità a capire quanto vengono rispettate le norme sul distanziamento sociale durante l’emergenza Coronavirus. Il report mette a confronto i dati raccolti a metà febbraio - quindi prima che venissero riscontrati i primi focolai nel Nord Italia - con quelli registrati settimana per settimana fino a domenica 29 marzo. Le informazioni sono state elaborate sulla base dei dati raccolti tramite i servizi che necessitano di registrare informazioni geografiche (come ad esempio Google maps) che gli utenti già condividono normalmente con Google per mantenere una cronologia dei loro spostamenti. L’azienda statunitense ha comunque specificato, per rispondere alle inevitabili obiezioni sulla violazione della privacy, che si tratta di dati anonimi raccolti da utenti che hanno attivato la “Cronologia delle posizioni”, che come impostazione predefinita risulta sempre disattivata.

I dati raccolti in Calabria. I dati sono stati elaborati partendo da una linea di riferimento - che nel grafico viene indicata come "baseline" - basata sui dati raccolti tra gennaio e inizio febbraio. Per quanto riguarda attività ricreative come bar, ristoranti, cinema e via discorrendo, in Calabria si assiste, da metà febbraio a fine marzo, a una diminuzione del 94%. Poco più degli spostamenti per fare la spesa e per andare in farmacia che, secondo l’elaborazione di Google, si sono ridotti del 92%. L’attività nei parchi è scesa invece dell’85%, mentre le stazioni dei trasporti pubblici hanno visto un calo del 90%.

Aumentati gli spostamenti intorno alle abitazioni. A essere aumentata invece, come si può intuitivamente comprendere, la mobilità intorno alle proprie abitazioni, che ha visto un incremento del 22%. L’ultimo dato registrato riguarda invece gli spostamenti per recarsi sul posto di lavoro, in calo "solo" del 63%.

Il confronto con l’Italia. Secondo il rapporto di Google, mettendo a confronto i dati regionali con quelli nazionali, la Calabria è in linea con la media italiana (con identiche percentuali) sia per gli spostamenti di lavoro che per quelli ricreativi. È poi molto simile, con una differenza di 2-3 punti percentuali, per le attività intorno all’abitazione e per la mobilità nelle stazioni dei trasporti pubblici. Differenza più significativa invece per i movimenti verso farmacie e supermercati, con una riduzione media dell’85% contro il 92% calabrese, e per gli spostamenti nei parchi,  in questo caso con la media nazionale (90%) che vede una riduzione maggiore rispetto a quella della Calabria (85%).

In Calabria ci ci sposta di meno per fare la spesa. Insomma, pur con le dovute approssimazioni e tenendo in considerazione i diversi i fattori che influiscono sui dati raccolti, a sentire Google in Calabria le prescrizioni sul distanziamento sociale vengono rispettate più della media nazionale se si tratta di andare a fare la spesa, ma meno - almeno fino a quando erano aperti - per fare sport e passeggiate nei parchi. Ci sarà da fidarsi?