Buone notizie per l'ospedale di Serra San Bruno. Dalla prossima settimana sarà attivo presso l’ambulatorio di Ginecologia ed Ostetricia. Il servizio, che mancava da 5 anni, sarà garantito dal dottor Vincenzo Mangialavori. Per quanto riguarda Radiologia si è arrivati alle prestazioni di quattro professionisti: Bernardo Bertucci(radiologo) dal policlinico Germaneto; Carlo Stana'(neuroradiologo) dal policlinico di Germaneto; Sinibaldo Esposito (radiologo in pensione) ex ospedale Pugliese/Ciaccio; Giuseppe Fodero (radiologo in pensione) ex Osp. Pugliese/Ciaccio.

"In questa fase particolarmente critica nel reperimento di personale medico, mi preme ringraziare i medici che ogni giorno continuano a garantire il servizio di sanità pubblica-ha affermato il sindaco, Alfredo Barillari-. L’auspicio è che il concorso a tempo indeterminato per la ricerca di medici per il reparto di medicina interna possa reclutare nuove figure per il nostro ospedale. Nel frattempo bisogna fronteggiare l’emergenza con tutti gli strumenti, ben vengano quindi i medici in pensione che rientrano in servizio, soluzione che più volte ho suggerito nel corso delle Conferenze dei sindaci. Onde evitare polemiche, tengo a precisare che c’è poco da esultare, ma l’impegno per assicurare servizi deve rimanere alto così come bisogna continuare a migliorare la situazione attuale.
In tal senso ho partecipato a un incontro con il dottor Raffaele Bava dell’Asp e il presidente dell’Ordine dei medici Antonino Maglia per l’attivazione a Serra di una AFT , Aggregazione Funzionale Territoriale, nella quale i medici di base faranno servizio h12 per tutta l’utenza del territorio. Così come bisogna garante il Day Surgery con operazioni che vedano finalmente l’utilizzo delle famose sale operatorie (mai aperte). Con impegno e serietà, continuiamo a lavorare per vedere l’apertura di nuovi servizi e non la chiusura che negli ultimi 20 anni ha caratterizzato la sanità locale".

Piccoli passi, frutto dell'alacre impegno delle istituzioni chiamate a porre rimedio a vent'anni di sfacelo sanitario, durante i quali gli ospedali e l'intera sanità vibonese è stata affossata e portata sull'orlo del baratro. Non è facile oggi ricostruire il sistema sulle annose macerie: la situazione è drammatica, ma si prova a far di tutto per garantire il diritto alla salute di una popolazione troppo spesso martoriata.