È un uragano quello che si è abbattuto sul territorio vibonese con l’operazione della DDA di Catanzaro dal nome in codice Maestrale 2. Perché non solo ha sferrato un nuovo duro colpo alla ’ndrangheta ma perché ha visto coinvolti finanche avvocati, medici, professionisti e politici del vibonese, anche loro finiti agli arresti.
Il quadro che viene fuori descrive un mondo, quello che in gergo viene detto dei “colletti bianchi”, che in un determinato momento storico ha scelto di porsi al servizio di una criminalità sempre più invasiva e penetrante nei gangli della società civile che, dunque, in alcuni suoi rappresentanti ha scelto la strada della cooperazione, della complicità piuttosto che della ribellione.

L’epicentro di questa indagine ha riguardato i Comuni di Mileto e Zungri, dove sono presenti famiglie di ‘ndrangheta tra le più violente ed organizzate, capaci di concentrarsi non solo sulle varie estorsioni di alberghi di prestigio della Costa degli Dei, ma anche su tutti gli appalti, comprese quelle che hanno riguardato, ad esempio, la fornitura di attrezzature dell’Asp di Vibo Valentia”. Un controllo totale e asfissiante come confermato dal procuratore Gratteri.