Il Consiglio dei Ministri ravvisa il "mancato coinvolgimento dei competenti organi statali nel procedimento di adeguamento degli strumenti urbanistici al Piano paesaggistico regionale"

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato l’impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale (in foto) della legge urbanistica di recente licenziata dal Consiglio regionale. Si tratta di una legge che aveva sollevato non poche critiche da parte degli ordini professionali regionali, critiche che ora trovano la sponda offerta dal Governo.

Motivazione. La motivazione posta alla base dell’impugnativa è il mancato “coinvolgimento dei competenti organi statali nel procedimento di adeguamento o di conformazione degli strumenti urbanistici al piano paesaggistico regionale, come invece disposto da Codice dei beni culturali e del paesaggio. Tali norme regionali, pertanto, invadono la potestà legislativa esclusiva statale in materia di tutela del paesaggio”.

"Benzina sul fuoco". Getta "benzina sul fuoco" la candidata alla presidenza della giunta regionale, esclusa dal Consiglio, Wanda Ferro, che in una dura nota si dice “non affatto sorpresa che il Governo abbia impugnato la nuova legge urbanistica davanti alla Corte Costituzionale. Avvertiamo – spiega la Ferro - un senso di disagio per l’approssimazione e l’alterigia con le quali la giunta dei professori ha sottovalutato i profili di incostituzionalità della legge di tutela e governo del territorio che riguarda l’intero sistema produttivo sino al punto di incidere profondamente sullo sviluppo socio-economico della regione Calabria”.