Alla riunione a S. Giorgio per riportare al centro del dibattito la questione sanità solo 7 sindaci su 33. Cresce lo scetticismo sul nuovo ospedale di Palmi

di FRANCESCO ALTOMONTE

L'unità è uno spauracchio che gli amministratori della Piana di Gioia Tauro ritirano fuori ciclicamente per denunciare e opporsi al graduale isolamento del territorio. E uno dei grandi problemi che la Piana si trova a fronteggiare, quello della sanità, è stato ripreso e rilanciato dal sindaco di San Giorgio Morgeto Salvatore Valerioti, attraverso un incontro tenutosi ieri nella sua città. Una chiamata all'unità a cui hanno risposto, però, solo 7 dei 33 sindaci del comprensorio. Un po' pochi, a dire il vero, e rappresentativi della zona interna della Piana di Gioia Tauro, quella meno densamente popolata. Grandi assenti Palmi, ("il sindaco Ranuccio - ha dichiarato a Zoom24 Valerioti - era impegnato"), Rosarno, Gioia Tauro e Taurianova, vale a dire i centri deve si concentra la maggior parte dei residenti.

Dualità nefasta Sulla sanità, da un decennio ormai, si fronteggiano due posizioni: quella che vorrebbe potenziare l'esistente (è il dato emerso anche dalla riunione di San Giorgio), vale a dire l'ospedale di Polistena, e dall'altra chi spinge per un'accelerazione nella costruzione del nuovo ospedale della Piana di Palmi. I problemi burocratici nell'iter di approvazione del progetto del nuovo presidio ospedaliero, uniti a quelli di natura penale, cioè l'interdittiva antimafia che ha colpito "Tecnis", la società che deve costruire la struttura sanitaria, ha rilanciato il tema della necessità di migliorare le strutture sanitarie esistenti e opporsi con vigore alla chiusura di quei presidi sanitari che stanno sparendo uno dopo l'altro. Ma se "unità" è la parola d'ordine che torna a affiorare sulle bocche degli amministratori comunali  e il "superamento del campanilismo" l'augurabile auspicio verso il quale si dovrebbe tendere, la realtà dei fatti appare un po' diversa. Mentre Giovanni Piccolo, primo cittadino di Seminara e presidente uscente dell'assemblea dei sindaci del territorio "Città degli ulivi, giura sull'unitarietà di vedute, i suoi colleghi da anni  sembrano viaggiare in ordine sparso, forse fiaccati da anni di inconcludente opposizione alle scelte operate da Regione, Asp di Reggio Calabria e Governo nazionale.

Chiacchiere e mobilitazione "La riunione di ieri - ha detto Valerioti - voleva essere un momento di confronto per riportare al centro della discussione politica la questione della sanità dopo anni di chiacchiere. Percepisco un disimpegno da parte dell'assemblea dei sindaci, mi aspettavo di più". A conferma della ciclicità delle priorità, degli obiettivi da perseguire e delle parole d'ordine, la proposta da parte dei sindaci riuniti a San Giorgio è quella formulata nel 2015 dall'assemblea di "Città degli ulivi", nella quale si chiedeva all'Asp 5 di Reggio Calabria il blocco della spoliazione dei presidi sanitari e il potenziamento dell'ospedale di Polistena, ormai al collasso. "La paura tra molti sindaci - ha aggiunto Valerioti - è che l'ospedale di Palmi non verrà mai costruito". Di parere contrario il primo cittadino di Palmi, Giuseppe Ranuccio. "Il procedimento va avanti - ha dichiarato a Zoom24 - al momento non ho notizie ufficiali, quindi non mi va di fare proclami, ma posso dire che siamo in attesa di un incontro ufficiale in Regione per mettere nero su bianco e fissare un cronoprogramma". Ranuccio è stato eletto sindaco nel giugno scorso e fino all'inizio della campagna elettorale era nella struttura del presidente del Consiglio regionale Nicola Irto. Un canale diretto con i vertici regionali e del partito di governo, dal quale avrà (si spera) avuto rassicurazioni in merito.

Tra scetticismo e speranze Mentre, quindi, si confrontano scetticismo e speranze il sindaco di Polistena Michele Tripodi si appresta a celebrare, nel mese di ottobre, la consueta manifestazione pro-ospedale nella sua città, mentre gli operatori sanitari di Taurianova protesteranno contro la chiusura del reparto dialisi. La presenza massiccia degli amministratori in quelle due manifestazioni pubbliche potrebbe rappresentare un punto di partenza, il metro di paragone col passato, così come un vero appoggio a Palmi, qualora fosse sbloccato in maniera definitiva l'iter del nuovo ospedale.