Sanità vibonese al collasso: l’Osservatorio Civico chiede risposte immediate
"L’estate è ormai iniziata e la Costa degli Dei, per la sua bellezza, attira ogni anno milioni di turisti. La situazione sanitaria, già di per sé drammatica, in questo periodo si manifesta in tutta la sua fragilità, perché un sistema che non è in grado di dare risposte a 150.000 persone, si ritrova a dover garantire assistenza e cure, non solo ai residenti, ma anche a migliaia di turisti che nei mesi estivi affollano le nostre spiagge. Al momento c’è solo da rimanere sgomenti di fronte all’ordinanza di non potabilità dell’acqua, che da quanto riferito dagli organi di stampa, interessa proprio l’Ospedale di Tropea, un presidio che d’estate diventa di vitale importanza. Auspichiamo soluzioni immediate da un Comune e da un’Asp, la cui gestione, in entrambi i casi, è affidata a delle Commissioni Straordinarie, che devono dar prova di efficienza e concretezza". E' quanto scrivono in una nota Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo
(Osservatorio Civico Città Attiva).
Le tre professioniste aggiungono: "Ci domandiamo, inoltre, se la Commissione Straordinaria che guida l’Asp di Vibo, abbia predisposto per tempo un "piano estate" per garantire una tranquilla vacanza a chi sceglie la nostra Provincia, anche dal punto di vista sanitario. Vorremmo sapere pure che cosa è stato fatto in tutti questi mesi per ridurre l’intervallo Allarme-Target dei mezzi di soccorso 118 che vede l’Asp di Vibo inadempiente con 29 minuti, secondo quanto riportato dal Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2025-2027, che prevede un tempo massimo di 21 minuti. Dopo il confronto con altre realtà italiane e l’annunciata riorganizzazione della medicina d’emergenza-urgenza in collaborazione con gli esperti meneghini, siamo ansiosi di vedere gli effetti positivi che sarà in grado di produrre nei nostri Pronto Soccorso di Vibo, di Tropea e di Serra San Bruno, perché non siamo disponibili ad assistere ad operazioni di facciata che nella sostanza non servono a niente, se non ad umiliare il nostro personale ridotto all’osso e sottoposto a turni massacranti. Chiediamo quindi che l’equipe del Niguarda, dopo la lectio magistralis impartita ai colleghi vibonesi nel fine settimana e l’ampia disponibilità offerta al fine di supportare il loro lavoro, venga a prestare servizio nel Pronto Soccorso di Vibo nei mesi estivi, per attuare anche qui da noi le buone pratiche che hanno consentito al Niguarda di ridurre a circa 15 minuti il tempo di attesa al Pronto Soccorso, svuotando i corridoi, ed alleggerendo il carico di lavoro dei medici e degli infermieri, che adesso, non essendo più costretti a lavorare sotto stress, come a Vibo, sono pronti ad accogliere i pazienti col sorriso sulle labbra, azzerando in tal modo anche le aggressioni e le violenze nei confronti dei sanitari, da parte di cittadini esasperati".
E ancora: "Otto mesi è un tempo sufficiente per insegnare ai bambini a leggere, a scrivere ed a fare di conto, per cui riteniamo che sia ugualmente bastevole per avere un quadro ben chiaro della situazione, il tempo delle giustificazioni e dello scaricabarile deve considerarsi a questo punto finito, anche alla luce del messaggio lanciato dalla Conferenza dei Sindaci, che ha fotografato la realtà nel ‘Rapporto sullo stato del Sistema Sanitario Vibonese’ approvato all’unanimità, che elenca una serie di criticità e di richieste da soddisfare nel più breve tempo possibile, anche perché dopo otto mesi quello che non funziona non può più essere colpa degli altri e se mancano oltre 80 posti letto autorizzati, non serve la bacchetta magica, ma occorrono provvedimenti idonei per attuarli. Né la recente nomina del Direttore Sanitario può rappresentare una valida scusa per legittimare ulteriori rinvii sulle decisioni da adottare per migliorare la qualità dell’assistenza e dei servizi".
Da qui le conclusioni: "Dopo ben 8 mesi dall’insediamento, per la Commissione Straordinaria è tempo quindi di dare risposte serie e concrete al nostro territorio, a partire dalla carenza di personale che non può più essere tollerata, è arrivato il momento di predisporre un piano straordinario di assunzioni, di acquisti e di investimenti per risollevare la sanità vibonese, se si vuole davvero dare un senso ad uno scioglimento che, ancora oggi, solleva molte perplessità".
