Il Tribunale di Catanzaro ha condannato a sei anni di reclusione Domenico Barile. L'accusa per l'ex manager è quella di essersi appropriato in modo illecito di fondi appartenenti alla Fondazione Field, ente in house della Regione Calabria a totale ed esclusivo capitale regionale. Il tutto quando ne era presidente, ovvero, durante  il governo regionale Scopelliti. Il giudice ha comminato la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Accolte le richieste del sostituto procuratore Graziella Viscomi che aveva invocato una condanna a sei anni per Barile e l'assoluzione per gli altri imputati: Raffaele Manfredi (direttore delle relazioni istituzionali della fondazione), Onofrio Maragò (direttore tecnico Field) e Alfio Pisani (direttore affari generali Field). Il gup ha disposto anche la confisca di denaro nella disponibilità dell'ex presidente della Field "fino al raggiungimento della somma complessiva pari a 415.149 euro". Barile dovrà anche risarcire la Regione Calabria, costituitasi parte civile nel procedimento e rappresentata dall'avvocato Antonio Lomonaco, per una cifra che sarà liquidata in un giudizio separato. Gli altri imputati coinvolti in questo procedimento hanno scelto il rito ordinario: Lucio Marrello, di 52 anni, ex direttore amministrativo della Field; Sergio De Marco (51), direttore affari finanziari Field e Attilio Sarcone (59), presunto istigatore e beneficiario delle condotte illecite.