Secondo l'accusa, sarebbe stato consentito lo scarico delle pubbliche fognature del Comune di Vibo Valentia nei corsi naturali di acqua come il fosso Sant'Anna

E' costituita dai collettori primari e secondari, neri, misti e meteorici (e relativi manufatti ad essi annessi), che afferisce al depuratore consortile di località "Silica", la rete fognaria di Vibo Ovest e di parte di Vibo centro sequestrata in via preventiva dal pm della Procura di Vibo Valentia, Filomena Aliberti. La zona è delimitata a nord da contrada Cocari, a est dalla collina del Castello, a sud da via Gallizzi e via Cancello Rosso e, infine, a ovest dai piazzali ex ferrovie Calabro-Lucane e Modonnella. Il sequestro prevede la nomina del sindaco della città quale amministratore giudiziario che dovrà gestire la rete fognaria, ferma restando la facoltà d'uso della stessa, nelle more dell'adeguamento alle prescrizioni imposte. I reati per i quali si sta procedendo sono quelli di danneggiamento, getto pericoloso di cose, violazione dolosa delle disposizioni in materia ambientale (inquinamento ambientale) e concorso in scarico di acque e reflui fognari senza autorizzazioni. In particolare, secondo l'accusa, sarebbe stato consentito lo scarico delle pubbliche fognature del Comune di Vibo Valentia nei corsi naturali di acqua come il fosso Sant'Anna e quindi nelle acque costiere, nonchè direttamente nel suolo senza le autorizzazioni previste dalla legge e, comunque, servendosi di scaricatori di piena non autorizzati e non dimensionati.

pm Filomena Aliberti

Attraverso gli scarichi non autorizzati di acque reflue fognarie, maleodoranti e non conformi ai parametri di legge nei corpi ricettori, sarebbe stata causata una compromissione e un deterioramento significativo e misurabile delle acque del fosso Sant'Anna, delle acque costiere in prossimità della foce di tale torrente e di una porzione stessa e significativa del suolo di Vibo Valentia, immettendo sostanze inquinanti oltre il limite consentito come: materiali solidi, alluminio, eschericchia-coli, metalli pesanti, ferro e mercurio.

Con l'omissione sul trattamento delle acque provenienti dalla rete fognaria sarebbe poi stato consentito il danneggiamento delle matrici ambientali ricettrici ovvero lo stesso fosso Sant'Anna, le acque costiere ed il suolo, immettendo sostanze contaminanti "atte ad offendere e molestare le persone". Le condotte di reato sono state accertate a Vibo Valentia e sono tuttora perduranti. Da qui il provvedimento di sequestro. (g.b.)

Voragine a Vibo: Procura sequestra sistema fognario in zona ovest e centro della città (LEGGI QUI)