Lavori Piazza Martiri d’Ungheria, gli interrogativi del movimento Indipendenza
Il movimento politico Indipendenza prosegue "nell’attività di verifica della coerenza e della legittimità dell’azione amministrativa da parte della coalizione attualmente al governo del consesso cittadino, nella gestione delle vicende oggetto di pubblico interesse". A tal riguardo, "si ritiene utile e necessario porre tre quesiti che appaiono evidentemente legittimati dalle evidenze vieppiù amplificate dal conflitto di competenze emerso tra ente appaltante ed impresa appaltatrice".
Ecco perché, dunque, il movimento politico Indipendenza sposta le attenzioni sulla gestione dei lavori di ammodernamento della Piazza Martiri d’Ungheria e "alle criticità che sembrano essere emerse".
"Si è discusso pochissimo tempo addietro sull’ effetto deleterio o meno che l’installazione degli impianti provvisori di illuminazione strumentali alle imminenti festività natalizie possa provocare (o aver provocato) sulla palificazione di illuminazione stabile. Si è discusso (tra gli interlocutori sopra indicati) sulla sicurezza o meno dei “lampioni” di nuova installazione in relazione all’ effetto di inclinazione determinato dal peso delle “luminarie”. Si sono ascoltate voci ed argomentazioni diverse sia dell’ente comunale che dell’impresa appaltatrice. Orbene, considerato che parte della Piazza Martiri d’ Ungheria è stata anticipatamente concessa alla fruizione pubblica e nello specifico proprio il segmento ove risultano installati i “lampioni” di cui sopra, risultano doverose, tanto quanto interessanti risulteranno le eventuali risposte se fornite, tre domande", commenta il presidente del circolo territoriale “Adriano Romualdi”, Giovanni Sesto, il presidente del circolo di Ambiente “Indipendenza Donne Vibonesi” Elena Romeo e il coordinatore provinciale del movimento politico Giuseppe Scianò.
"La prima: l’inclinazione dei “lampioni” consente comunque di ritenere con ragionevole certezza che gli stessi garantiscano il margine di sicurezza idoneo a non costituire pericolo di pregiudizio per i pubblici fruitori della piazza? La seconda: il segmento di piazza aperto alla pubblica fruizione è stato oggetto di collaudo o comunque di provvedimento amministrativo che ne garantisca la sicurezza (banalmente che lo dichiari tecnicamente sicuro) e quindi garantisca la preventiva assunzione di responsabilità dell’ente comunale per ipotizzabili (che mai si verifichino!) eventi pregiudizievoli in danno dei fruitori? La terza: ove non siano stati posti in vita collaudo o provvedimento amministrativo equipollente è lecito (doveroso per parte ente comunale) conoscere i termini dell’ eventuale provvedimento autorizzativo anticipatorio rispetto al completamento dei lavori (se esistente) che consente oggi l’ accesso al pubblico in zona di cantiere (tale essendo anche il segmento di piazza aperto al pubblico, se non dichiarati conclusi e collaudati i lavori quanto meno per quella parte) che risulta separato dalle altre parti della piazza ove i lavori proseguono solo da una rete metallica mobile (e amovibile)? Non si trascuri che il transito pedonale è consentito anche nelle ore di buio e che l’assenza di illuminazione (i “lampioni”, non accesi, allo stato assolvono solo alla funzione di sostegno delle luminarie) rende praticamente invisibili i “dislivelli” che, presenti anche nella parte aperta al pubblico, costituiscono aspetto funzionale-estetico del progetto in esecuzione, costituendo insidia certa per gli utenti."
