Dopo la sala di meditazione per i parlamentari stressati dal “duro lavoro” o dai dibattiti troppo accesi in aula ecco un’altra proposta della deputata del Movimento Cinque Stelle Dalila Nesci destinata a fare discutere: una lista, citiamo testualmente, di ispirazione femminile, in grado di affrontare i tanti problemi della città.

“La nostra città - scrive la Nesci- ha bisogno di una rivoluzione culturale che scuota le menti, di una rinascita interiore e collettiva dei sentimenti di benevolenza, comprensione reciproca ed autentica empatia scevra di individualismi e rabbia. Il nubifragio e le strade dissestate hanno mostrato tutta la fragilità di una città che ha bisogno di cittadini ed istituzioni locali attenti all’ordinaria amministrazione e allo stesso tempo lungimiranti. Per risalire la china passerà del tempo ma attenzione: perché il tempo potrebbe passare anche a vuoto e portare ancora più degrado se tutta la comunità tropeana non reagirà compartecipando, ciascuno come può, a questa rinascita”.

Poi aggiunge: “Dopo lo scioglimento per mafia del Comune, le donne e gli uomini di questa città, che sono indignati ma non ancora rassegnati, possono unirsi, mettendo da parte personalismi che ostacolerebbero il superamento di questa fase critica. Sappiamo che non avverrà tutto velocemente o senza difficoltà. Lo scorso 18 agosto attraverso un passaparola fra le donne della città ho indetto una riunione per un primo confronto sull’idea di creare una lista di ispirazione femminile per dare un messaggio nuovo: aggregarsi con amorevolezza e spirito di servizio e non con becero spirito competitivo. Nella peculiarità di ogni visione e percorso personale, tutte quante abbiamo ravvisato la necessità di una soluzione amministrativa innovativa per Tropea e che guardi alla collettività con responsabilità, senza il predominio di interessi individualistici che impoveriscono tutto il contesto in cui viviamo”.

Insomma, l’appello della Nesci è chiaro: Tropea ha bisogno di una lista al femminile. Un’aggregazione che rifugga dallo spirito competitivo (ma le elezioni non sono anche competizione?) e che sia governata dall’amore (e qui, inevitabilmente, salta in mente “l’amore vince sull’odio” di berlusconiana memoria).