Alla sbarra i boss, maxi processo con 60 imputati (NOMI)
I pm di Catania Tiziana Laudani e Angelo Brugaletta hanno chiesto il rinvio a giudizio dei 60 imputati. Le indagini sono state condotte dalla guardia di finanza: è stata ricostruita una fitta rete dello spaccio, una serie sterminata di cessioni e anche acquisti fuori dalla Sicilia. Nelle imputazioni è citato il porto di Gioia Tauro, punto di sbarco in Europa della cocaina venduta alla ‘ndrangheta dai cartelli dei narcos sudamericani. Compaiono anche particolari tipi di “erba” smerciati a Catania: come la marijuana “Chanel”, che è il risultato di un incrocio della “Big Bud” con una “Skunk”. Ma c’è pure la tanto richiesta “Amnesia”. Sono tutte droghe trattate per aumentare l’effetto dopante.
Per chiudere il cerchio - come riporta La Sicilia - sono state utilizzate le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carmelo Liistro, uomo di fiducia dei boss dei Cappello, che ha deciso di raccontare tutto alla magistratura dopo essere stato arrestato dalla Dda calabrese nell’ambito dell’operazione antidroga Crypto.
L’inchiesta non ha mai portato ad alcuna misura cautelare. Venerdì mattina si è svolta nell’aula bunker di Bicocca l’udienza preliminare davanti alla gup Simona Ragazzi. Alcuni difensori dei 60 imputati hanno già anticipato la scelta del rito, ci sono state anche diverse richieste di patteggiamento e anche di abbreviato. Ma le istanze formali saranno formulate al prossimo giro di giostra. E cioè il 6 marzo prossimo: data stabilita dalla giudice per il proseguimento dell’udienza preliminare.
