Coronavirus, la denuncia: "In Calafrica l'app Immuni non funziona"
"Gentile commissario all'emergenza Covid Arcuri, mi pregio di scriverle dalla lontana Calafrica, una nazione che si trova tra il Marocco e la Lombardia, per rappresentarle cosa accade qua da noi e se magari può intervenire con il suo Governo per insegnare ai nostri governanti calafricani, quello che state facendo voi in Italia". Inizia così la lettera aperta che il consigliere comunale di Catanzaro Eugenio Riccio ha scritto al commissario nazionale per l'emergenza sanitaria Domenico Arcuri. "Nella città dove vivo e faccio politica, non so se l'ha mai sentita, si chiama Catanzaro - aggiunge Riccio - sollecitato da un po' dei miei elettori concittadini, risultati positivi al Coronavirus, ho telefonato al centralino unico della app Immuni, volevo provare a segnalare una eventuale mia positività e vedere ciò che accadeva".
La risposta? "Che la Calafrica non ha aderito o comunque non comunica il Cun (Codice Unico Nazionale) ai positivi al virus, e dunque questi non possono comunicare e usare la App Immuni ufficialmente". "Qualcuno potrebbe restare basito, io da cittadino cosi lontano dalla sua bella Italia in cui lei abita - continua Riccio - ho stretto le spalle e mi sono limitato a ringraziare la gentile interlocutrice". "Già! Cosa dovevo fare? L'app Immuni non può funzionare in nazioni diverse, in continenti diversi, e noi qua, nella Repubblica Calafricana, siamo troppo lontani da voi in Italia". "Per dirla alla Carlo Levi - conclude il consigliere regionale - 'l'App Immuni si è fermata ad Eboli'".
