A.P.T., un uomo di 51 anni originario di Vibo, è al centro delle preoccupazioni della sua famiglia a causa di una grave condizione psichica. La storia è raccontata nell'edizione cartacea di oggi de "il Quotidiano del Sud". Nonostante abbia scontato una pena per reati passati e soffra di tossicodipendenza, la sua instabilità mentale, aggravata da schizofrenia paranoide e dal rifiuto di seguire le terapie prescritte, è diventata una seria minaccia, soprattutto per i suoi familiari. Recentemente, la madre è stata aggredita dal figlio che le ha puntato un coltello alla gola. Questo episodio ha portato la famiglia, esasperata, a richiedere il suo trasferimento in una struttura clinica specializzata.

A.P.T. è attualmente sottoposto a sorveglianza speciale, ma i suoi comportamenti, come offese e minacce ai passanti in città, dimostrano che la misura è insufficiente. Il trattamento sanitario obbligatorio (TSO) non ha prodotto risultati duraturi, poiché l’uomo smette di prendere i farmaci poco dopo la dimissione, riemergendo la sua natura violenta.
I familiari, attraverso il loro legale, hanno presentato una richiesta al procuratore Camillo Falvo per un intervento urgente, chiedendo che il giudice sostituisca la misura di sorveglianza speciale con un ricovero obbligatorio in una struttura psichiatrica, per tutelare sia la salute mentale dell'uomo che la sicurezza degli altri.