Si è concluso con una massiccia revisione delle pene il processo di secondo grado "Svevia", l'inchiesta che nel febbraio 2023 scosse gli equilibri criminali di Lamezia Terme. La Corte d’Appello di Catanzaro, presieduta da Alessandro Bravin, ha emesso il verdetto per i trenta imputati coinvolti nell’organizzazione criminale che, dal quartiere Capizzaglie, gestiva un vasto traffico di droga, potendo contare su una rete capillare di rifornimenti che spaziava dal Reggino – con snodi cruciali come San Luca e Rosarno – fino alla Capitale, grazie a un’asse privilegiato con il clan dei Casamonica.
​Se l’impianto accusatorio della Dda di Catanzaro esce sostanzialmente indenne dal vaglio dei giudici, è dal punto di vista del computo delle pene che si registra la novità più significativa: il collegio ha disposto ben ventitré riforme delle sentenze di primo grado, confermando solo quattro condanne. Completano il quadro due concordati e due proscioglimenti per prescrizione.
​Al centro dell’inchiesta rimane la figura di Giorgio Galiano, ritenuto il vertice indiscusso della cupola. Secondo gli inquirenti, era lui a impartire le direttive strategiche ai figli Antonio e Angelo, definendo non solo le tecniche di vendita e la gestione del denaro, ma anche il linguaggio criptico da adottare per eludere i controlli delle forze dell’ordine. Antonio Galiano, in particolare, viene indicato come il braccio operativo capace di gestire in autonomia i rapporti con i fornitori, mentre la compagna, Maria Giovanna Curcio, fungeva da contabile del sodalizio, pronta a prendere in mano le redini del business in caso di necessità.
​Di seguito l’elenco dettagliato delle decisioni della Corte d’Appello:

Pene rideterminate:

  • ​Daniele Amato: 7 anni, 5 mesi e 10 giorni
    ​Giuseppe Amendola: 4 anni, 2 mesi e 20 giorni
    ​Antonio Palermo: 4 anni (escluso reato associativo, revocata misura)
    ​Fabrizio Berlingieri: 7 anni, 5 mesi e 10 giorni
    ​Sandro Bevilacqua: 7 anni, 9 mesi e 10 giorni
    ​Tommaso Boca: 2 anni, 5 mesi e 10 giorni
    ​Caterina Butruce: 7 anni, 5 mesi e 10 giorni
    ​Maria Giovanna Curcio: 7 anni, 5 mesi e 10 giorni
    ​Pietro Giovanni D’Agostino: 7 anni e 8 mesi
    ​Salvatore D’Agostino: 7 anni, 4 mesi e 10 giorni
    ​Valentina De Vito: 1 anno e 4 mesi
    ​Angela Franceschi: 7 anni, 7 mesi e 10 giorni
    ​Angelo Galiano (37 anni): 4 anni e 20 giorni
    ​Angelo Galiano (36 anni): 7 anni, 9 mesi e 10 giorni
    ​Antonio Giampà ("Tony Tony"): 7 anni e 4 mesi
    ​Antonio Perri ("coccio d’olivo"): 8 anni, 5 mesi e 10 giorni
    ​Eugenio Torcasio: 4 anni e 2 mesi (assolto dall’associazione)
    ​Ugo Torcasio: 4 anni, 2 mesi e 20 giorni (assolto dall’associazione)
    ​Antonio Ventura ("pupello"): 2 anni, 5 mesi e 10 giorni (esclusa associazione)
    ​Yuri Lupparelli: 3 anni e 8 mesi
    ​Hans George Holzhausen: 4 anni (assolto dall’associazione)
    ​Marco Perri: 7 anni, 11 mesi e 10 giorni
    ​Condanne confermate:
    ​Francesco Galluzzi: 4 anni
    ​Battista Onorato: 17 anni e 6 mesi
    ​Antonio Galiano: 20 anni
    ​Pasquale Iannelli: 8 anni

Assoluzioni dal reato associativo (con prescrizione per altri capi):

  • ​Gianluca Paradiso ("pitorro")
    ​Gabriella Berlingieri

​Concordati:

  • ​Bruno Cappellano
    ​Andrea Licari