Liliana Segre teme che presto ci stuferemo degli ebrei. Anche quest’anno bisogna darle ragione, considerato che, dopo il conflitto in Ucraina, anche quello tra Israele e Hamas dà l’impressione di evolvere verso una guerra di attrito. Mantenere viva la memoria sembra essere l’unica soluzione possibile non solo per evitare che l’orrore si ripeta, ma anche per impedire che il tempo possa condurre l’uomo moderno alla rassegnazione verso quanto storicamente accaduto e commesso.

Il valore dell’arte
E in questo può giocare un ruolo decisivo l’arte, il cui supremo valore è quello di esprimere con essenzialità e intimità la nostra presenza nel mondo. E’ il fulcro su cui poggiano i quadri di Rosanna Carlino, nota artista di Soverato, esposti in occasione dell’incontro “Pensieri e riflessioni sulla Giornata Internazionale della Memoria” che si è tenuto nell’auditorium dell’istituto alberghiero della cittadina ionica.

L’evento, organizzato dalla Fidapa e moderato dalla presidente Roberta Ussia di fronte a una vastissima platea, è stato arricchito dalla presenza dell’artista, del portavoce del presidente della Regione Toscana Bernard Dika e rabbi Barbara Aiello, prima donna rabbina in Italia. Sono intervenuti per i saluti anche il sindaco di Soverato Daniele Vacca, il comandante della compagnia Carabinieri Soverato Marco Coli, il capitano della guardia di Finanza di Soverato Denise di Matteo, la presidente Fidapa Catanzaro Rossella Barillari e il dirigente dell’istituto alberghiero Renato Daniele.

L’importanza dell’arte
La mostra di Rosanna Carlino affronta un male cosmico da sempre motivo di indagini e rappresentazioni: la guerra. Il secondo conflitto mondiale, quello più disastroso, per estendersi in senso lato a tutti quelli che hanno afflitto l’umanità. Perché i volti del passato sono la memoria del futuro e Hitler e Mussolini, raffigurati in uno dei quadri di Rosanna, incarnano tutte le guerre passate.

Le sue opere ci attirano nel ‘respingente’ e ‘macabro’ di un incubo reale sul quale riflettere e dove gli scuri fumi dei crematori di Auschwitz si fanno ingombrante presenza nelle coscienze. Dipinti crudi, rivelatori di un dramma eterno, che provocano un forte impatto culturale e ravvivano anche valori etici dell’essere umano rispetto all’Olocausto. Rosanna dà spazio anche agli omosessuali internati nei campi di sterminio, dei quali si è discusso sempre poco e in maniera approssimativa. Hanno la parvenza di spettri, col loro triangolo rosa cucito sulle divise in maniera evidente, affinché potessero essere riconosciuti da lontano ed evitati senza possibilità alcuna di dialogo.

Esseri umani sconvolti e confusi dal disordine, senza nessuna caratteristica che possa farli distinguere gli uni dagli altri. Sono quasi oggetti, immobili, proprio per ribadire quella umanità e dignità tolta loro dai nazisti che gli assegnarono dei numeri identificativi. In questo clima di confusione Rosanna manda un messaggio di speranza rappresentato dal fondo celeste costellato di fiori, che fa da sfondo a quattro innocenti bimbi denutriti. E nel corso del suo apprezzato intervento ha illustrato il significato delle sue opere ai ragazzi presenti in sala, sottolineando l’importanza della conoscenza della storia e della Memoria per un presente in cui si possa sperare.

Gli altri interventi

Bernard Dika ha parlato dell’indifferenza come ostacolo alla memoria e illustrando, tramite un percorso di interazione digitale con gli alunni, il dramma dei campi di sterminio e la liberazione. Nel suo intervento spazio anche alla nascita della Costituzione e al concetto di democrazia come cardine nella salvaguardia anche della libertà di pensiero del cittadino. Grande commozione, infine, per le tre testimonianze di ebrei sopravvissuti alle persecuzioni ricordate dalla rabbina Barbara Aiello.