Supermarket della droga tra la Calabria e Messina: spaccio h24 con stipendi e indennità
Emergono nuovi dettagli sull'operazione condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina, che nella giornata odierna ha smantellato un’organizzazione criminale che gestiva un lucroso traffico di sostanze stupefacenti (si va dalla cocaina all'hashish e marijuana), che agivano tra la Calabria e la Sicilia. Le indagini, condotte dai militari del Gruppo di Messina e dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Messina, traggono origine dagli approfondimenti avviati a seguito dell’arresto, effettuato il 26 settembre 2018, di due soggetti messinesi, C.D. classe '97 e R.D. classe '99, sorpresi agli imbarcaderi dei traghetti privati mentre trasportavano oltre due chili e quattrocento grammi di cocaina ed un modesto quantitativo di hashish, sulla rotta dalla Calabria a Messina, abilmente occultati nelle fiancate dell’autovettura.
Un vero e proprio sistema. "Tenuto conto dell’ingente quantitativo di stupefacente sequestrato - scrive in una nota la Guardia di Finanza - dell’elevato grado di purezza, pari al 76%, e delle modalità operative adottate nell’occasione dagli arrestati, si riteneva come quanto rilevato non fosse considerabile come un episodio isolato, bensì rientrasse in un contesto delinquenziale molto più ampio". Sono state dunque avviate ulteriori indagini che hanno portato alla luce l’esistenza "di un’articolata associazione a delinquere, finalizzata al traffico ed allo spaccio di stupefacenti che aveva la sua base nel rione Giostra di Messina, dotata di stabili canali di approvvigionamento in Calabria, a Catania e nella stessa città dello Stretto".
Gli arresti. "In tale contesto - proseguono gli investigatori - il successivo 2 febbraio 2019, le Fiamme Gialle peloritane traevano in arresto il messinese R.G. classe '96, oggi destinatario del provvedimento di cattura, perché sorpreso al rientro da Catania, a bordo di un’autovettura noleggiata, in possesso di 5 chilogrammi di marijuana". Confermata dunque la modalità di approvvigionamento, il seguente 23 febbraio 2019 i Finanzieri "facevano irruzione nell’abitazione di L.P.G. classe '83, anch’esso oggi nuovamente tratto in arresto, sita nel Rione Giostra di Messina, sorprendendo i fornitori catanesi, C.R. classe '67 e S.W. classe '61, nonché – oltre al proprietario dell’abitazione – il congiunto L.P.G. classe '61, il capo e promotore dell’organizzazione, M.G. classe '91, ed i sodali M.F. classe '61 e T.V. classe '88, sequestrando ulteriori 5 chilogrammi di marijuana".
Droga h24. Il gruppo criminale era organizzato, in pratica, in maniera aziendale. Avevano infatti impiantato in un’abitazione del rione Giostra di Messina un servizio di distribuzione di droga operativo h24, grazie ad un ingegnoso sistema di turnazione tra i partecipi che si alternavano ai padroni di casa, il capo e promotore M.G. classe '91 e la consorte S.G. classe '86, oggi destinatari di arresto. Le indagini hanno documentato frequenti “cambi turno” e addirittura il pagamento di cifre aggiuntive in caso di “reperibilità”. Trattati, insomma, alla stregua di veri e propri “dipendenti”. Tanto che i finanzieri non esitano a definirlo "un vero e proprio supermarket dello stupefacente". In questo contesto "imprenditoriale", lo spacciatore A.C. classe '84, arrestato, percepiva un vero e proprio stipendio: circa 1.200 euro mensili.
I numeri dell'operazione. Nel complesso, sono stati sequestrati oltre 2 kg di cocaina, oltre 10 kg tra marijuana e hashish, nonché tratti in arresto in flagranza di reato 8 soggetti. Accertati in totale oltre 2500 episodi di spaccio - nel periodo da novembre 2018 a febbraio 2019 - emergendo anche la disponibilità di armi da fuoco da parte di alcuni indagati.
Duro colpo alle cosche. "In conclusione - dichiarano le Fiamme Gialle - l’attività di oggi costituisce un altro duro colpo alle organizzazioni criminali operanti nel Rione Giostra di Messina, notoriamente sotto l’influenza di uno dei clan storici e più strutturati della città". Spiegando poi nel dettaglio i rapporti con le cosche: "A tal riguardo, il capo e promotore M.G. classe '91 è figlio del più noto M.C. classe '58, killer del clan Galli di Giostra, assassinato il 22 maggio 2001 in un agguato mafioso con un colpo alla testa, all’incrocio tra viale Giostra e viale Regina Elena di Messina. Evidentemente - proseguono - proprio tale blasonato rapporto parentale consentiva al M.G. classe '91 di scalare le gerarchie del clan Galli, addirittura venendogli riconosciuta la sua primazia sul territorio dai congiunti diretti del capo clan Galli Luigi 'scarpuzza' classe '56 ("lo sanno che tu comandi anche a me...”), in occasione dei commenti connessi ad un attentato incendiario nei confronti di una sala scommesse riferibile al medesimo M.G. classe '91, avvenuto lo scorso gennaio 2019".
Reddito di cittadinanza. È stato infine accertato che 9 soggetti degli 11 destinatari di provvedimento cautelare fanno parte di nuclei familiari percettori di reddito di cittadinanza, nonché un soggetto addirittura diretto interessato del sostegno economico. Su tale aspetto verranno avviati ulteriori e mirati approfondimenti, tesi a verificare la liceità della percezione del sussidio.

