Parole durissime che aprono uno scontro senza precedenti tra Stati Uniti e Vaticano. Il presidente americano Donald Trump ha attaccato frontalmente Papa Leone, definendolo «debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera».

In un lungo post pubblicato su Truth, Trump ha criticato il pontefice anche per le sue posizioni sui temi internazionali, in particolare sul nucleare iraniano: «Non voglio un Papa che ritenga accettabile che l’Iran possieda l’arma atomica», ha scritto.

Il tycoon ha poi rivendicato un ruolo decisivo nella sua elezione, sostenendo che la scelta di Leone sarebbe stata dettata dal fatto di essere americano e funzionale ai rapporti con Washington: «Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano».

Nel mirino anche gli incontri del pontefice con esponenti vicini ai democratici, tra cui David Axelrod, e l’atteggiamento durante la pandemia, accusando la Chiesa di aver taciuto sulle restrizioni alle funzioni religiose.

Un attacco diretto e senza precedenti che segna un ulteriore punto di tensione tra politica e religione, con possibili ripercussioni nei delicati equilibri diplomatici internazionali.