Nel corso del maxi processo "Imponimento" contro la 'ndrangheta vibonese, nella fase iniziale nell'aula bunker di Lamezia Terme, i difensori degli indagati hanno sollevato oggi l'eccezione di inutilizzabilità del sistema "troian" inserito nel server dei cellulari di alcuni indagati. La maxi inchiesta della Dda di Catanzaro, scattata il 21 luglio del 2020 e che ha portato all’arresto di 74 persone e al sequestro di beni per 169 milioni di euro, vede in totale 160 indagati.

La questione dell'inutilizzabilità è stata sollevata da tutti gli avvocati presenti in aula, in particolare dall'avvocato Cianferone. La questione riguardava l'inutilizzo di questi sistemi captativi perchè, anziché essere stati gestiti direttamente dall'ufficio di Procura, erano stati concessi a delle società esterne. Il Gup Rinaldi si è riservato di decidere nell'udienza del prossimo 25 giugno.

Sono state inoltre concluse quasi tutte le discussioni degli avvocati per coloro che hanno scelto il rito ordinario, nonché sono state avanzate diverse richieste di rito abbreviato per diverse posizioni tra cui quelle di Paolino Lo Bianco e Filippo Catania, e c'è stata la discussione di molte posizioni tra cui quella di Domenico Lo Bianco che invece ha scelto il rito ordinario (accusato dell'estorsione al Lido Degli Aranci di Vibo Valentia e difeso dagli avvocati Santo Cortese e Antonio Crudo). Il collegio difensivo era composto tra gli altri dagli avvocati Vincenzo Gennaro, Enzo Ioppoli, Salvatore Pronesti, Giovanni Vecchio, Torchia, Sergio Rotundo, Diego Brancia e altri.