Le parole di mons. Luigi Renzo in sintonia con quelle del Papa. "La chiesa deve annunciare la misericordia di Dio"

Si è celebrato ieri sera nella chiesa Cattedrale di Mileto Il Giubileo della Misericordia della zona pastorale di Vibo Valentia sulla scia delle parole pronunciate dal Papa nella bolla di indizione del Giubileo straordinario dove viene sottolineato che “la chiesa ha la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo, che per mezzo suo deve raggiungere il cuore e la mente di ogni persona”.

IMG_0099L'omelia. L’evento giubilare è stato presieduto dal vescovo monsignor Luigi Renzo che nella sua omelia ha condannato “i compromessi di coscienza pur di contare di più nel lavoro, nella società; pur di disporre di noi e degli altri come ci pare”, tanto che “non ci accorgiamo più nemmeno del sistema di corruzione e di ipocrisia in cui siamo finiti. Ce lo sta ricordando spesso il Papa: il male ha assunto la maschera del bene per cui non ci fa più paura. Oggi ci adattiamo a tutto e giustifichiamo tutto in nome di una falsa idea di libertà: che male c'è che due persone dello stesso sesso si sposino? che c'è di strano che un bambino sia privato del suo diritto naturale di avere una mamma ed un papà? Ormai tutto è convenzionale e le convenzioni sociali possono cambiare ad ogni stagione: oggi mi sento uomo, domani donna. Decido io. Ci troviamo immersi in una società dalla cultura distorta. IMG_0091

Esortazione a reagire. "Quel che è più grave -ha aggiunto Renzo - è che senza renderci conto stiamo subendo passivamente un lavaggio del cervello ad opera di non si capisce quale lobby malefica. Anche noi cattolici, malgrado l'insegnamento della Bibbia, non reagiamo più. Quasi ci vergogniamo di richiamarci al Vangelo. Siamo entrati nello stile della maschera, da cui Gesù è venuto a liberarci e ci ha dimostrato col suo esempio che è possibile vincere le forze del male: nessun compromesso, allora, con l'inganno del tentatore che assume le forme più camuffate e subdole per smorzare la limpidezza della nostra coscienza e della fede. Certamente siamo chiamati ad attraversare la tentazione senza far finta di nulla, ma non per restarne sopraffatti. La prova – ha sottolineato il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea - deve aiutarci ad avere più consapevolezza della nostra fede. Dice S. Agostino: "Gesù avrebbe potuto tenere lontano da sè il diavolo, ma, se non si fosse lasciato tentare, non ci avrebbe insegnato a vincere quando siamo tentati". Monsignor Luigi Renzo ha concluso con l’invito a celebrare “questo Giubileo con la certezza che il nome del nostro Dio è "Misericordia" e che per qualsiasi evenienza Lui è accanto a noi, anzi ci prende nelle sue braccia”.