Disposta la riesumazione della salma per procedere all'esame autoptico per meglio chiarire le cause del decesso di una 59enne di Vibo

La Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha aperto un’inchiesta sulla morte avvenuta una settimana fa di Santina Di Gesu, la 59enne deceduta all’ospedale di Tropea presumibilmente per una setticemia. Sul registro degli indagati sono pertanto finiti otto medici e cioè tutti coloro che, in tempi diversi, hanno in qualche modo trattato il caso e avuto sotto cura la donna. Si tratta dei medici in servizio al Pronto soccorso dell’ospedale di Vibo Daniele Dignitoso, Vincenzo Francesco Ruffa e Ferdinando Rombolà; del primario del reparto di Medicina dell’ospedale di Tropea Giuseppe Barbuto; dei tre radiologi Matilde Lico, Caterina Tripodi e Antonio Bova e del neurologo Antonino Vecchio, in servizio nel reparto di Neurologia dello Jazzolino.

L’inchiesta. Il sostituto procuratore Olimpia Anzalone che coordina le indagini, affidate ai carabinieri del Nucleo Operativo di Vibo, ha disposto la riesumazione della salma per procedere ad un esame autoptico allo scopo di accertare le cause che hanno portato al decesso. In particolare si intende chiarire se a determinare la morte della 59enne di Vibo “siano intervenuti fattori di natura endogena o traumatica, evidenziando comunque qualunque elemento di interesse medico-legale”. Interrogativo affidato alla consulenza tecnica del professore Giulio Di Mizio, il quale dovrà “valutare se nella condotta posta in essere da ciascuno dei sanitari siano ravvisabili eventuali profili di colpa” e se "le cure e l’assistenza sanitaria prestate alla donna siano state adeguate”.