Serra, attacco frontale del Pd al sindaco: «Limita la democrazia ed è solo»
«Siamo guidati da una amministrazione che ormai naviga a vista e non riesce nemmeno a convocare in modo corretto un consiglio comunale». I consiglieri del Pd Antonio Procopio e Luigi Tassone insistono nella critica alla maggioranza spiegando che «ieri ci sono state notificate due distinte convocazioni di consiglio comunale, con gli stessi punti all’ordine del giorno, per la giornata di sabato prossimo alle ore 15».
La prima convocazione, precisano, «è chiaramente errata perché non rispettava i tempi previsti dal regolamento e subito dopo, segnalato l’errore, ci veniva notificata una seconda convocazione “straordinaria e urgente” in questo caso corretta dal punto di vista formale perché notificata 3 giorni prima dello svolgimento del Consiglio». In questo, gli esponenti della minoranza vedono una «conferma» rispetto alle precedenti accuse di «confusione amministrativa» ad «una maggioranza incompetente ed inadeguata».
Inoltre, Procopio e Tassone ricordano «il fatto che sempre per sabato prossimo, su richiesta della minoranza, il sindaco aveva già convocato un consiglio comunale aperto alle ore 16:30 per discutere dei problemi che riguardano l’ospedale San Bruno». Gli esponenti di opposizione si domandano «come faccia il sindaco a convocare un consiglio alle ore 15 con ben 7 punti all’ordine del giorno, considerato che alle ore 16:30 risultata convocato il Consiglio comunale per discutere di sanità».
«Probabilmente - s’interrogano - il sindaco vuole impedire il normale svolgimento del consiglio comunale? Decide lui quanto deve durare un Consiglio? Questo atteggiamento non limita la democrazia?». Pertanto, chiedono al sindaco di «spostare il consiglio comunale convocato per le ore 15 per consentire che tutti i punti all’ordine del giorno possano essere discussi con tranquillità e serenità. Se la nostra richiesta - concludono - non sarà accolta, annunciamo sin da adesso che interesseremo la Prefettura perché non si può limitare la democrazia».
A scagliarsi contro il primo cittadino Alfredo Barillari è anche il segretario del circolo Pd di Serra San Bruno, Biagio Damiani. «Sono passati oltre due anni dall'elezione del sindaco e della sua maggioranza ed i risultati maturati sono noti a tutti: nessun obiettivo centrato, solo propaganda e passerelle». Damiani si concentra in maniera particolare sulla questione sanità che, a suo parere, non deve «essere gestita in questo modo da una persona, prima ancora che da un amministratore, che ha davvero a cuore le sorti dei propri cittadini».
Al contempo critica «l'atteggiamento accomodante del sindaco Barillari nei confronti vertici dell'Asp di Vibo mentre il nostro ospedale e la rete territoriale continuano a perdere servizi». Pertanto, invita il primo cittadino che «è sempre più isolato» a «fare sinergia con gli altri sindaci del territorio ed a battersi al di là degli steccati politici in modo serio».
Damiani chiede un rapido cambio di rotta perché «ad oggi c'è un sindaco politicamente narcisista che tenta di primeggiare, senza risultati e che cerca di dimostrare un dinamismo che nei fatti non esiste. Egli - è l'accusa dell'esponente democratico - ha avallato e dato l'assenso alla realizzazione della Casa di Comunità nell'ospedale di Serra, dopo aver annunciato che la stessa veniva realizzata presso i locali del Distretto sanitario. Noi - aggiunge - rispetto a questa scelta, ancora oggi, siamo fortemente preoccupati perché a nostro avviso rappresenta l'anticamera della chiusura del presidio ospedaliero».
Il rappresentante del Pd invita quindi il sindaco a «mettersi accanto ai colleghi ed a rivendicare il diritto alla salute e la conferma dell'ospedale di montagna con tutti i relativi servizi. Se invece - conclude- pensa di continuare sulla strada tracciata, sarà tra i maggiori responsabili della chiusura del nostro ospedale».
