Lo scontro all'arma bianca tra Gal nel Vibonese: adesso indaga la Guardia di Finanza
Le fiamme gialle hanno ottenuto il via libera dalla Procura della Repubblica per passare al setaccio le pressioni da parte della politica su alcuni enti
Uno scontro senza esclusione di colpi che si protrae ormai da settimane. Il muro contro muro tra Gal nel Vibonese rischia di finire in Tribunale. Le pressioni di alcuni politici su alcuni sindaci saranno oggetto di un'indagine della Guardia di Finanza. E non si escludono clamorosi colpi di scena considerato che sulla questione la Procura della Repubblica di Vibo Valentia vuole vederci chiaro.
Troppi interessi, d'altronde, ruotano intorno ai Fondi comunitari 2013-2020 da utilizzare per lo sviluppo e il sostegno del turismo rurale. Al momento non è chiaro quanti comuni rimarranno con il Cogal Monte-Poro. Si parla di circa 29 sindaci. Il Gal Terre Vibonesi avrebbe raccolto pure l'adesione. Ma i centri del Vibonese sono in tutto cinquanta. Pertanto, dal momento che il bando non prevede la doppia adesione, alcuni enti potrebbero essere tagliati fuori: si tratta dei comuni di Limbadi, Drapia, Spilinga, Ricadi, Joppolo, Capistrano, Soriano e Cessaniti. I commissari straordinari del Comune di Nardodipace - ente sciolto per infiltrazioni mafiose - hanno invece inaspettatamente aderito al Gal "Terre vibonesi", messo in piedi in pochi mesi dal Pd e da spezzoni di Forza Italia. L'adesione dei commissari straordinari di Nardodipace è arrivata due giorni prima della scadenza dei termini per la scadenza del Pal e si preannuncia ora per questo un ricordo al Tar da parte del presidente del Cogal-Monte Poro, Paolo Pleggi.
