"Romanzo criminale", prete e maresciallo del Vibonese a processo: quasi conclusa l'istruttoria
Nuova udienza, nella giornata di ieri, del processo a carico dell’ex maresciallo della Stazione dei carabinieri di Sant’Onofrio Sebastiano Cannizzaro e di don Salvatore Santaguida, ex parroco di Stefanaconi ora in servizio a Pizzo. Entrambi sono imputati in uno stralcio del procedimento nato dall’inchiesta “Romanzo Criminale”, portata a termine nel marzo del 2014 contro il clan Patania di Stefanaconi. L’indagine, coordinata dalla Dda di Catanzaro, ha ricostruito la faida tra gli stessi Patania e il clan dei Piscopisani.
Si tratta di uno stralcio “sfortunato”. Mentre infatti il processo principale è andato avanti – e ha visto concludersi primo grado, Appello, Cassazione, e adesso si è ritornati in Appello – questo filone, nonostante i soli due imputati, ha visto la ricusazione dei giudici e diversi altri imprevisti che hanno portato un processo iniziato nel 2015 a non vedere neanche la fine del primo grado.
Adesso nel 2022, ben sette anni dopo, sembra essere arrivati alle battute finali. Nell’udienza di ieri il giudice ha infatti acconsentito ad ascoltare un altro testimone comune alla Dda (che ha rinunciato all’interrogatorio) e alla difesa di don Santaguida, l’avvocato Vincenzo Galeota. A difendere il maresciallo Cannizzaro, invece, gli avvocati Pasqualino Patanè e Pagliuso.
Manca quindi l’ascolto di quest'ultimo testimone - fino a questo momento difficile da rintracciare - e poi, una volta dichiarata chiusa l'istruttoria dibattimentale (in cui si valutano le prove) ed effettuate le discussioni finali, si potrà arrivare a una sentenza. La prossima udienza è stata però fissata per il 19 aprile. Di questo passo, conseguentemente, mancano ancora diversi mesi prima di avere una decisione che arriverà comunque, in primo grado, dopo oltre sette anni di processo: un procedimento giudiziario particolarmente lento che non fa bene né alle esigenze di giustizia della collettività né alla vita degli stessi imputati.
