Ufficialmente il tema è la riforma del processo penale e la separazione delle carriere, ma tra le mura della sala conferenze "Nilde Iotti" di Jonadi, piena in ogni ordine di posto, nel corso dell'iniziativa organizzata per parlare di referendum, l’aria che si respira è quella di una resa dei conti tutta interna al centrosinistra vibonese. Il dato tecnico-giuridico passa in secondo piano di fronte a un elenco di presenze che suona come una dichiarazione di guerra politica: tra tavolo di presidenza e platea siedono i pesi massimi del partito, da Ernesto Alecci a Raffaele Mammoliti, passando per Luigi Tassone, Stefano Soriano ed Enzo Insardà.

Il grande assente, tuttavia, fa molto più rumore di chi è presente: Enzo Romeo. Il sindaco della città capoluogo non compare né tra i relatori né sulla locandina. Un’esclusione che, secondo fonti interne ai Dem, non sarebbe frutto di una svista, ma di una precisa scelta degli organizzatori, pronti a isolare il primo cittadino dai principali centri di potere del "Campo largo".

A rendere plastico l'isolamento di Romeo è la massiccia partecipazione dei componenti della sua stessa squadra di governo. In prima fila, infatti, non è passata inosservata la presenza degli assessori comunali Ketty De Luca, Stefano Soriano e finanche di quella di Salvatore Monteleone, che insieme alla vicesindaca Loredana Pilegi hanno sancito una precisa convergenza politica. La loro partecipazione a un evento che ignora totalmente il capo dell’esecutivo vibonese segnala una chiara frattura interna alla giunta che appare ormai difficilmente sanabile.

Il segnale più nitido della nuova geografia politica risiede però nella chiusura dei lavori. Le conclusioni dell'iniziativa sono state affidate ad Antonio Lo Schiavo, una scelta che profuma di investitura ufficiale. È lui, verosimilmente, la figura su cui il gotha del centrosinistra provinciale e regionale ha deciso di puntare in chiave amministrativa, individuandolo come il nuovo baricentro della coalizione.

Il quadro dell'isolamento è completato dalla partecipazione al tavolo dei relatori del vicepresidente della Provincia Nico Console, del consigliere comunale vicinissima a Soriano Maria Fiorillo, ormai sfilatasi dalla linea del sindaco, e dall'assenza del segretario provinciale Teresa Esposito, su cui Romeo aveva tentato di costruire una roccaforte difensiva.

Mentre oltre venti tra sindaci e amministratori locali si stringono attorno alle figure di Lo Schiavo, Alecci, Mammoliti, Tassone e Soriano, Romeo resta confinato a Palazzo Luigi Razza, separato da un solco sempre più profondo dai riferimenti del suo stesso partito, che sembrano aver già iniziato a scrivere il capitolo successivo della politica vibonese.