Comune Vibo, maggioranza in crisi? Costa smentisce: "Tutto risolto"
Il sindaco chiarisce che la riunione convocata con i sostenitori del suo progetto per la giornata odierna è solo di carattere amministrativo
L'idillio è finito da tempo. Dentro la maggioranza spirano venti di bora. E per il sindaco di Vibo quella appena trascorsa è stata una settimana infernale nella quale Elio Costa si è visto addirittura costretto a prendere le distanze dal gruppo consiliare di riferimento. E non è detto che la "crisi" sia rientrata. Se il primo cittadino, infatti, da una parte ha tenuto a gettare acqua sul fuoco, "è tutto risolto – ha spiegato - non c'è più alcun problema, l'accordo rimane un'iniziativa prettamente personale di chi l'ha sottoscritta. Dunque, non mi sento personalmente coinvolto", dall'altra Costa si è precipitato a riunire per la giornata odierna i referenti dei partiti che sostengono l'amministrazione. Ufficialmente per l'ennesima verifica programmatica. Quali le ragioni del nuovo confronto a stretto giro di posta? "Questioni prettamente amministrative", si è precipitato a ribattere il principale inquilino di palazzo “Razza”. "Abbiamo tante questioni serie da affrontare, dai cimiteri alle strade passando per le frazioni".
La maggioranza tace. Bocche cucite, invece, tra le fila della maggioranza. La sortita della triade de “La città che vorrei” in direzione Schiavello-Pasqua è stato un boccone indigesto che non ha convinto molti segretari di partito. Il sindaco si è visto costretto ad abbandonare i suoi al proprio destino, subendo la conseguente reazione del proprio gruppo consiliare di riferimento. Così è toccato addirittura a FI prendere le difese di Costa e di Francesco Miceli, la cui nota aveva scatenato “l'ira funesta” della minoranza lesta a scagliarsi contro il presidente del Nucleo di Valutazione “reo” di non essere stato imparziale.
L'opposizione nel mirino. Una vicenda quest'ultima, rispetto alla quale il primo cittadino non ha inteso scendere nuovamente “nell'arena” delle polemiche. "Il dott. Miceli – ha spiegato alla Gazzetta del Sud – non era neppure rappresentante della lista La città che vorrei in campagna elettorale. E' tutto in regola. Inutile che la minoranza tenti di strumentalizzare ogni cosa".
