Nelle dodici carceri calabresi sono detenute 2689 persone. Al sovraffollamento fa da contraltare l'organico sotto dimensionato della Polizia penitenziaria

"Organico pesantemente  sotto dimensionato, condizioni insalubri, indecenti e vergognose". E' quanto denuncia il segretario generale del Sappe, il sindacato autonomo della Polizia penitenziaria a margine del consiglio regionale in corso di svolgimento a Catanzaro.

La denuncia. "Ci si dovrebbe vergognare - sostiene - per come è stato lasciato allo sbando per molto tempo il personale di Polizia Penitenziaria della Calabria, pesantemente sotto organico e in condizioni insalubri, indecenti e vergognose. E invece non sembra fregare a nessuno di come vengono maltrattati gli agenti in servizio nelle carceri regionali. Invito il Ministro della Giustizia Andrea Orlando a mandare subito gli ispettori ministeriali nelle carceri di Arghillà e Crotone, le peggiori della Calabria”.

"Situazione assurda". Capece, che è accompagnato dal segretario generale aggiunto Giovanni Battista Durante e dal segretario nazionale Damiano Bellucci, parla di “una situazione assurda, da tempo ben nota a tutti ma che non ha ancora scandalosamente trovato una soluzione nonostante le costanti denunce del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il Sappe”.

I numeri. Secondo i dati diffusi dal sindacato, lo scorso 31 ottobre le dodici carceri della Calabria erano complessivamente affollate da 2.689 detenuti (2.640 uomini e 49 donne). L’organico regionale degli Agenti di Polizia Penitenziaria è fissato in 1.478 unità ma in servizio ve ne sono poco meno di 1.400, ed altri a breve andranno in pensione.

Arghillà e Crotone. Ma è sulle condizioni delle carceri di Arghillà e Crotone che “punta il dito” il segretario generale del Sappe Capece. “Ad Arghillà, carcere con 320 detenuti ristretti e una sezione di Alta Sicurezza, l’organico degli agenti conta più di 50 unità assegnate provvisoriamente per far funzionare la struttura. I nostri agenti di Polizia Penitenziaria alloggiano in alcune celle ed usano l’acqua di un pozzo, disagio condiviso con i detenuti. Ci sono solamente un Ispettore Capo ed un vice Ispettore, non ci sono sovrintendenti ed anche il direttore è a mezzo servizio, assegnato provvisoriamente e solo alcuni giorni alla settimana.  A  Crotone - denuncia ancora il leader nazionale del Sappe -la situazione regge solamente per la professionalità dei poliziotti. Sono stati accorpati più posti di servizio per fare fronte alle esigenze di servizio con il poco personale a disposizione, che deve addirittura ancora fruire delle ferie del 2014 e di moltissimi riposi settimanali, maturati ma non goduti”.

L'appello. “Le istituzioni si dovrebbero vergognarsi - dichiara Capece - per come vengono trattati i poliziotti in carcere e per le pessime condizioni nelle quali sono costretti a lavorare. Il degrado di Crotone ed Arghillà è vergognoso e il Sappe, come primo e più rappresentativo sindacato della Polizia Penitenziaria, chiede al Ministro della Giustizia Andrea Orlando di mandarvi subito gli ispettori ministeriali. Da parte nostra rappresenteremo ancora una volta ai vertici nazionali e regionali dell’Amministrazione Penitenziaria tutte queste criticità della Calabria, sollecitando urgenti ed adeguati interventi”.