La Sala degli Specchi del 501 Hotel di Vibo Valentia si è trasformata, nei giorni scorsi, nel cuore pulsante del dibattito culturale cittadino. In un’atmosfera carica di suggestione, è stato presentato “La Parola delle Pietre”, il romanzo di Domenico Sorace che sta scalando i vertici della narrativa nazionale. L’incontro, organizzato dal Lions Club di Vibo Valentia sotto la guida del presidente Domenico Caporale, ha registrato una partecipazione straordinaria, confermando l'attesa e l'interesse attorno a un'opera che scava nelle radici della nostra terra.

La vera sorpresa della serata è arrivata dall'editore Enrico Buonanno. Nel salutare il pubblico, Buonanno ha annunciato un traguardo di immenso prestigio: il romanzo è stato inserito tra le 13 opere di narrativa più importanti d’Italia scelte per la XXIII edizione del Progetto Gutenberg 2026.

Il tema di quest'anno, “Catastrofi e Mondi Nuovi”, si sposa perfettamente con la cifra stilistica di Sorace. Prodotto nella collana identitaria “Li Edizioni”, il volume si distingue per l’originalità del tema: le pietre non come materia inerte, ma come custodi silenziose di memoria e identità. Una narrazione che attraversa il passato e il territorio per approdare a una riflessione universale sulla coscienza umana e sulla possibilità di rinascita.

L’incontro, moderato con eleganza dal giornalista Tonino Fortuna e accompagnato dalle note del pianoforte a coda del Maestro Coniglio, ha dato vita a un talk intenso e coinvolgente. L’autore ha dialogato con i professori Antonio Viscomi e Caterina Ferro, esplorando concetti cruciali come la "restanza", lo spopolamento e il dolore dell’abbandono dei borghi calabresi.

Il legame profondo con la Calabria è emerso in tutta la sua potenza, stimolando riflessioni profonde su come il cambiamento della società possa essere governato senza perdere l'anima dei luoghi.

A suggellare l’evento, un dono dell’autore alla platea: la proiezione di un’imponente raccolta fotografica inedita. Domenico Sorace ha mostrato gli scatti realizzati in tutte quelle località calabresi oggi soggette a incuria e spopolamento, ma che conservano una bellezza unica e struggente. Un mosaico di immagini che ha trasformato la denuncia civile in pura emozione estetica, ribadendo che la "parola delle pietre" è, prima di tutto, un inno alla vita che resiste.