Depositata la decisione del giudice. Nessuna priorità per il pagamento degli stipendi arretrati dei dipendenti. Ilegittimo "l'ordine" dell'amministrazione al tesoriere

di GIUSEPPE BAGLIVO

Nessuna priorità per il pagamento degli stipendi arretrati dei dipendenti rispetto al pagamento da parte della Provincia dei mutui con gli istituti di credito. E' quanto stabilito dal Tribunale civile di Vibo Valentia che spiega nelle motivazioni come "il diritto alla retribuzione dei dipendenti, pur presidiato a livello costituzionale, può essere fatto valere esclusivamente dalle singole persone fisiche che non stanno ricevendo il corrispettivo per la loro prestazione, non quindi dal datore di lavoro", cioè dalla stessa Provincia di Vibo Valentia. Il pregiudizio ai dipendenti dell'ente per il mancato pagamento delle retribuzioni, per il Tribunale "non costituisce un pregiudizio che può essere scongiurato mediante l’adozione dei provvedimenti chiesti con il ricorso introduttivo, poiché pur versando gli arretrati stipendiali", la Provincia dovrebbe comunque "pagare gli altri creditori insoddisfatti, versando loro i ratei scaduti e gli eventuali interessi di mora".

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Il Tribunale ha quindi rigettato le istanze avanzate dalla Provincia, assistita dall'avvocato Carmelo Oliverio, condannando l’ente a pagare al Monte dei Paschi di Siena tutte le spese di lite che ammontano a 5.308 euro, più iva e rimborso forfettario del 15%.

In attesa della decisione del Tribunale, l’istituto bancario “Mps”, tesoriere della Provincia, aveva deciso di sospendere l’accantonamento delle somme libere e disponibili sul conto della Provincia in vista della prossima scadenza dei mutui a suo tempo contratti con la Bnl, la Cassa Depositi e Prestiti e l’Istituto per il Credito Sportivo. Le somme, quindi, erano ritornate libere così come il 25 novembre scorso aveva chiesto con apposita delibera il vicepresidente della Provincia Pasquale Fera prima, e successivamente anche il Consiglio provinciale. Il giudice con la decisione depositata in cancelleria ha quindi deciso di non dare priorità al pagamento degli stipendi arretrati dei dipendenti dell’ente. Tale diritto può essere fatto valere in giudizio solo dai dipendenti (e non dal datore di lavoro, cioè l'ente Provincia) ed in ogni caso gli altri creditori insoddisfatti, cioè le banche, per il Tribunale vanno comunque pagate "versando loro i ratei scaduti e gli eventuali interessi di mora". Per il Tribunale, inoltre, "la Provincia corrispondendo gli stipendi ai lavoratori, si esporrebbe all’escussione del proprio patrimonio da parte dei creditori in virtù dei mutui sopra richiamati".

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La Provincia aveva azionato un'azione giudiziaria contro l'istituto bancario Monte dei Paschi di Siena, tesoriere dell'ente, che si era rifiutato di sbloccare le somme per il pagamento delle mensilità (ben cinque) di stipendio arretrato dei dipendenti dell'amministrazione provinciale. La Provincia aveva così chiesto al Tribunale di dare priorità a tali pagamenti, ritenendoli “crediti privilegiati” derivanti da rapporto di lavoro dipendente, rispetto al pagamento delle rate dei mutui con gli istituti bancari (circa 7 milioni di euro).

Dopo un vertice in Prefettura nei giorni scorsi erano stati svincolati fondi ministeriali per 420 mila euro e altre risorse pari a 650 mila euro accantonate per il pagamento di una rata di un altro mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti. Soldi che sono serviti sinora a pagare tre mensilità di stipendio arretrate per i lavoratori dell’ente. Per le altre mensilità, tramite la "strada" intrapresa dal presidente Andrea Niglia attraverso il ricorso proposto dalla Provincia, nulla da fare. Il Tribunale ha detto No per le motivazioni di cui sopra. Il presidente della Provincia, Andrea Niglia, ha annunciato appello avverso la decisione del giudice civile del Tribunale di Vibo Valentia.

"Ordine della Provincia illegittimo". Dalle motivazioni dell'ordinannza depositata dal giudice Giuseppe Cardone emerge inoltre l'illegittimità dell'ordine impartito dall'amministrazione provinciale al Monte dei Paschi di Siena, tesoriere dell'ente. Scrive al riguardo il giudice: " la Provincia di Vibo Valentia, nell’intimare a Monte dei Paschi di Siena  di non accantonare somme in vista del pagamento delle rate in scadenza dei mutui contratti con i predetti tre creditori (Banca nazionale del Lavori, Credito Sportivo e Cassa Depositi e Prestiti), le ha chiesto sostanzialmente di violare il chiaro disposto di cui all’art. 220 del t.u.ee.ll., il cui mancato adempimento è espressamente sanzionato". Emerge pertanto ictu oculi, sottolinea il Tribunale, " l’impossibilità per il tesoriere provinciale di dare corso a tale richiesta e l’illegittimità di un siffatto ordine” dell'amministrazione provinciale.

"Si rileva poi che in base all’art. 211 del D. Lgs. n. 267/2000 - rimarca il giudice - il tesoriere risponde con tutte le proprie attività e con il proprio patrimonio di eventuali danni causati a terzi, tra cui figurano ad esempio i creditori dell’ente affidante, i quali potrebbero rivolgersi direttamente a Monte dei Paschi di Siena per eventuali pregiudizi conseguenti alla mancata erogazione dei ratei di mutuo assistiti da delegazione di pagamento".