L’ex presidente di sezione della Corte d’Appello di Catanzaro, Marco Petrini, accusato di corruzione in atti giudiziari nell’ambito dell’inchiesta "Genesi", resta ai domiciliari. È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione rigettando il ricorso della Dda di Salerno. Petrini, che verrà giudicato con il rito abbreviato - che prevede una riduzione di un terzo della pena in caso di condanna -  si trova attualmente ai domiciliari in una struttura religiosa in Calabria.

I pubblici ministeri campani chiedevano di far tornare Petrini in carcere, in quanto avrebbe mentito durante le confessioni rilasciate agli inquirenti. Per questo avevano presentato ricorso contro la decisione del Tribunale della Libertà di Salerno secondo cui non c'era stato, invece, inquinamento probatorio e per questo il giudice doveva restare ai domiciliari.