Caso Vibo, l'Asp precisa: «Soccorsi tempestivi in carcere, personale intervenuto con competenza»
Smentite le ricostruzioni: garantite tutte le manovre di emergenza fino all'arrivo del 118. Il Distretto chiarisce: «Organico in fase di potenziamento»
In merito alle notizie circolate negli ultimi giorni riguardanti un episodio verificatosi presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia, la Direzione sanitaria ha ritenuto doveroso intervenire per ristabilire la verità dei fatti attraverso una serie di precisazioni puntuali. L’obiettivo è duplice: garantire una corretta informazione all'opinione pubblica e tutelare l'operato del personale che opera in un contesto delicato come quello penitenziario.
Contrariamente a quanto riportato, il personale sanitario infermieristico non solo era presente, ma è intervenuto con massima tempestività. Secondo quanto riferito dalla Direzione, il paziente è stato immediatamente preso in carico e sottoposto a tutte le manovre previste dai protocolli di emergenza: dal posizionamento del collare cervicale al monitoraggio costante dei parametri vitali, fino al reperimento di un accesso venoso, all'ossigenoterapia e all'esecuzione di un elettrocardiogramma. L'assistenza è stata garantita senza interruzioni fino al passaggio di consegne ai sanitari del 118.
La Direzione ha espresso profonda gratitudine alle colleghe sanitarie che hanno gestito l’emergenza in sinergia con la Polizia Penitenziaria, sottolineando l'efficienza dimostrata nonostante la complessità della situazione. Un passaggio chiave della nota riguarda la natura del rapporto di lavoro dei medici operanti nella struttura: non esistono medici "gettonisti" presso il carcere di Vibo. Si tratta invece di professionisti che prestano attività aggiuntiva con spirito di servizio.
Attualmente, l’organico medico conta su cinque unità attive, ma è già prevista a breve l'integrazione di una nuova risorsa. La dottoressa Maria Dolores Passante, direttore del Distretto, sta portando avanti un complesso lavoro di reclutamento, reso arduo dalla nota carenza di medici che affligge sia il panorama regionale che quello nazionale.
In chiusura, la Direzione ha ribadito la propria disponibilità al confronto con gli organi di stampa, chiedendo però lo stesso rigore nel riportare i fatti. "È doveroso tutelare la verità e il lavoro quotidiano di chi, nonostante le oggettive difficoltà, assicura assistenza e dignità alle persone private della libertà personale".
