Intossicazione fatale per mamma e figlia: vigile il superstite della famiglia
Mentre il padre risponde alle cure, la figlia minore resta sotto osservazione in reparto ordinario. Si scava ancora sulle cause della tragedia
Arrivano i primi segnali di speranza dall'Istituto Spallanzani di Roma, dove è ricoverato il sopravvissuto alla tragedia che ha sconvolto la comunità di Pietracatella. L’uomo, padre della quindicenne Sara Di Vita e marito di Antonella Di Ielsi — entrambe decedute a causa di una sospetta intossicazione alimentare — è ora vigile, nonostante la prognosi resti riservata.
Secondo quanto comunicato ufficialmente dalla struttura sanitaria capitolina, il paziente permane nel reparto di Rianimazione per un monitoraggio costante, ma il fatto che sia tornato cosciente rappresenta un passo avanti significativo nel suo quadro clinico. Nel frattempo, i medici dello Spallanzani proseguono senza sosta gli accertamenti clinici per definire con esattezza le cause che hanno scatenato il violento malore familiare.
Buone notizie arrivano anche per l'altra figlia della coppia: la ragazza si trova attualmente ricoverata in un reparto ordinario. Le sue condizioni sono definite "buone" dai sanitari, che hanno deciso di trattenerla in ospedale esclusivamente a scopo precauzionale.
Mentre la scienza cerca risposte tra le corsie d'ospedale, la Procura continua a indagare su quanto accaduto nell'abitazione in provincia di Campobasso. L'ipotesi principale resta quella del botulismo o di un'altra tossina alimentare, ma solo i risultati degli esami tossicologici e autoptici potranno fare piena luce sulla dinamica che ha spezzato due vite nel giro di poche ore.
La comunità di Pietracatella resta in attesa, stretta nel dolore e nella speranza che il capofamiglia possa presto ristabilirsi completamente e riabbracciare la figlia rimasta al suo fianco.
